Cassino – Vigili urbani non assunti, il Comune ci sbatte la testa: ente condannato dal Tar

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(di Cesidio Vano) Per il Tar del Lazio, il Comune di Cassino doveva (e deve ora) procedere alla stabilizzazione dei tre vigili che negli anni dal 2012 al 2015 aveva svolto servizio, quali genti di polizia locale, presso il Municipio della Città martire. Nel 2017, infatti, la legge ha previsto la stabilizzazione del personale che avesse svolto almeno tre anni di servizio negli enti locali, al fine di abbattere il precariato.

Ed i tre vigili in questione avevano chiesto (e anche ottenuto) la predisposizione di tutti gli atti per la loro stabilizzazione a partire dalla previsione dei posti in pianta organica e nel programma triennale del fabbisogno di personale. Insomma, tutto lasciava prospettare che, norma alla mano, come accaduto in una miriade di pubbliche amministrazioni, i tre soggetti titolari di quel diritto venissero presto assunti in Comune. Invece, a Cassino è accaduto che la nuova amministrazione comunale, guidata dal sindaco Enzo Salera, nel 2020 abbia stabilito che le assunzioni dei vigili sarebbero sì state fatte (e tra l’altro sei vigili e non solo tre) ma tutte con concorso pubblico, cancellando di fatto le stabilizzazioni fino ad allora decise. A ciò, è seguito un lungo contenzioso fatto di altre sentenze e numerose delibere ed atti del Comune, intenzionato a difendere la propria nuova ‘interpretazione’ della situazione. Ma, con la recente sentenza, il Tar del Lazio ha dato torto all’ente comunale e ragione ai tre agenti di polizia locale, difesi dall’avvocato Toni De Simone. Per i giudici amministrativi, infatti, aver optato per il concorso invece che la stabilizzazione è stata una scelta “incongruente”, “contraddittoria” e “apodittica” (così in sentenza, ndr). Ed anzi ha tradito la legittima aspettativa che gli atti prima emanati dal Comune aveva ingenerato nei tre interessati. Il Tar ha stabilito che si debba procedere con la stabilizzazione e condannato il Comune di Cassino al pagamento, in favore dei tre vigili delle spese di lite (3.000 euro ciascuno, oltre oneri e accessori di legge). Ovviamente, l’ente dovrà anche risarcire i tre soggetti per la mancata stabilizzazione all’epoca. L’ex consigliere comunale Renato De Sanctis ha fortemente stigmatizzato questa situazione, puntando il dito direttamente contro il primo cittadino di Cassino, da lui ritenuto il principale responsabile degli errori commessi in questa vicenda. In un lungo post su Facebook, De Sanctis ha scritto: “Sono 5 anni che seguo questa vicenda e posso affermare, senza ombra di nessun dubbio, che il sindaco ha fatto una battaglia personale di questa faccenda. Naturalmente ha perso… (e, noi, nostro malgrado, con lui). Ora dovremo fare i conti (noi cittadini): per ripianare le spese che il Comune dovrà sborsare, che comprenderanno oltre gli onorari per gli avvocati (circa 50.000 euro) anche ulteriori spese diverse. Sicuramente dopo la dovuta stabilizzazione (per chi la sceglierà), e quindi l’assunzione, il Comune dovrà rimborsare i ricorrenti per il periodo che va dalla Richiesta di stabilizzazione, alla assunzione stessa. Azzardando una previsione, e volendoci tenere bassi, credo proprio che i rimborsi dovuti, non potranno essere inferiori ai 300.000 euro”.
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