(di DarioFacci) “E’ stata una bella occasione insieme al tessuto vivo della nostra regione in occasione di un anno straordinario che sta per iniziare, con il Giubileo per Roma Capitale ma che sarà anche occasione di crescita mi auguro per tutto il territorio regionale. Come Regione stiamo lavorando tantissimo, nel rafforzare non soltanto tutto il sistema sanitario ma anche per recuperare strade come la Via Francigena, la via dei pellegrini”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in occasione della serata Confapi Roma e Lazio per sottolineare il ruolo dell’associazione anche nella circostanza, ormai imminente, dell’anno giubilare.
L’auspicio di Rocca è da tempo condiviso da molti tra amministratori pubblici, aziende e associazioni di categoria. Oltre la Capitale ci sono segnali di attività in alcuni territori provinciali del Lazio. Per esempio spicca Viterbo e alcune zone del viterbese. Qui da oltre un anno è attivo un organismo apposito per programmare le attività inerenti il Giubileo del 2025. Si fa fatica però a reperire altri esempi del genere, se non sporadiche e quasi certamente ininfluenti iniziative, salvando decisamente quelle della Regione Lazio che difficilmente potrà andare oltre gli interventi infrastrutturali. La regione di Roma, insomma, sembra ancora una volta scollata dalla sua testa e in forte ritardo nella rincorsa ai vantaggi che un avvenimento epocale com’è ogni Giubileo. Tristemente e sperando sempre di trovare nei fatti una secca smentita, appare priva di effettivi richiami la terra che più potrebbe giovarsi dei suoi trascorsi, legati proprio agli eventi giubilari. Questa è la Ciociaria e ovviamente, dove non è difficile rintracciare nel Papa anagnino per eccellenza, cioè Bonifacio VIII, il Pontefice del primo Giubileo, il più potente dei possibili richiami.
