Dopo l’opposizione consiliare, anche il movimento Acqua pubblica Frosinone polemizza con il sindaco di Settefrati, Angelica Apruzzese (nella foto), che di recente ha rilasciato alcune dichiarazioni stampa in cui ha difeso la scelta della conferenza dei sindaci dell’Ato 5 di approvare l’aumento di oltre il 6% delle tariffe idriche per il 2024 e il 2025.
Apruzzese, come già altri sindaci prima di lei, ha in sistensi sostenuto che la non approvazione di queste tariffe “calmierate” avrebbe portato all’applicazione di rincari ben più alti (fino ad oltre il 10% all’anno) applicando semplicemebte le formule matematiche del Metodo tariffario in vigore. Le dichiarazioni della prima cittadina sono giunte in risposta proprio alle accuse mosse dai consiglieri di minoranza (leggi qui). Ma sul tema è intervenuto ieri anche il portavoce del Movimento Acqua Pubblica Frosinone e tra i fondatori di Utopiablu, Mario Antonellis, che alla sindaca ha ricordato come il consiglio comunale di Settefrati ha approvato, nel 2016, la fuoriuscita del Comune dall’Ato 5, poi tutto però è rimasto senza seguito, dice Antonellis, per all’ignavia e la scarsa conoscenza della materia “da parte dei Sindaci alla guida del caratteristico Comune della Valle di Comino”. “Adesso i cittadini di Settefrati avrebbero potuto godere dello stesso status di San Biagio Saracinisco e ne avrebbero avuto benefici anche i cittadini dei Comuni collegati all’adduttrice di Val Canneto – dice infatti Antonellis -. Capiamo che il battesimo del fuoco della neo Sindaca di Settefrati, rispetto alle problematiche del servizio idrico, l’abbia trovata completamente impreparata, ma ciò non giustifica la laconica risposta alle critiche legittime, dopo aver votato l’aumento delle tariffe e non solo. Se solo avesse letto qualche pagina dei documenti a corredo delle proposte all’ordine del giorno della Assemblea dei Sindaci del 22/10/2024, e compreso, che per l’ennesima volta, sono stati introdotti, ancora, ulteriori costi per il depuratore intercomunale di San Donato Settefrati e Gallinaro, mai realizzato ma lautamente finanziato dalle bollette in tre piani di investimento antecedenti, forse per senso di responsabilità e di sana etica avrebbe dovuto non solo votare contrario ma anche pubblicizzare questo ennesimo sopruso a danno dei cittadini”.
