(di Roberta Pugliesi) Istituto comprensivo di Atina…Poche ore prima del furto… La scuola non si ferma, non si arrende, è più forte che mai.
Sabato 16 novembre, una giornata bella, bellissima per gli alunni dell’Istituto comprensivo di Atina. Essere a scuola faceva percepire un’aria di festa: laboratori di inglese, scienze, musica, digital story telling, potenziamento delle competenze di base. L’irrefrenabile entusiasmo dei bambini è la vittoria di un’intera comunità educante di tutti i plessi: Atina, Villa Latina, Belmonte Castello, Picinisco. Ci scrive la dirigente scolastica Angela Bianchi, provata per il furto che ha sottratto non alla scuola ma ai bambini, ai ragazzi, al futuro di una comunità. “Una comunità educante che, in una sinergia preziosa tra tutte le sue componenti, incessante, si adopera per offrire ad ognuno dei suoi bambini e ragazzi gli strumenti e le opportunità per la loro crescita umana, culturale, di vita. Una comunità pienamente consapevole del ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza, in cammino, in un processo di miglioramento continuo, per dare forma e sostanza ad una “scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva” (L. 107/2015), sempre tesa ad innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle alunne e degli alunni, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento. Domenica mattina, 17 novembre, la scuola si è svegliata ferita: la scuola primaria e secondaria di Atina svuotate di tutti gli strumenti tecnologici con i nuovi laboratori appena realizzati ed alcuni ancora da attivare. Chi ha compiuto questo gesto, da bambino, non ha vissuto quell’entusiasmo e gioia dei nostri alunni. Non avrebbe potuto violare uno spazio sacro quale è la scuola. La scuola va tutelata perché le ore di lezione, come scrive Massimo Recalcati in “L’ora di lezione”, sono “avventure, incontri, esperienze intellettuali ed emotive profonde… Un’ora di lezione può cambiare la vita”. Pienamente consapevoli che la sfida in gioco è alta, noi proseguiremo, ancora più uniti e motivati, sempre alla ricerca intelligente di un miglioramento continuo volto a stimolare e valorizzare ogni talento. “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio” recita un antico proverbio africano. Oggi, l’I.C. di Atina ha bisogno del coraggio, della magnanimità e della generosità di una terra, la Valle di Comino, di impareggiabile bellezza. Il mio forte appello è a chi ha strumenti e cuore, per restituire agli alunni il motore di una scuola in movimento. Sono certa che domani sarà di nuovo un giorno bello. Bellissimo. Una preside orgogliosa della sua comunità educante Prof.ssa Angela Bianchi”.
