Cassino – L’Acqua Bene Comune: Cassino Popolare lancia un appello alla responsabilità sociale e politica

Dante Sacco
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(di Dante Sacco) “L’acqua è un bene essenziale, un diritto fondamentale per ogni individuo, riconosciuto in numerosi trattati internazionali e, da ultimo, dalla stessa Costituzione italiana. Eppure, oggi, ci troviamo a dover difendere un principio che sembrava acquisito: l’acqua come bene pubblico e non come merce da sottoporre ai capricci di logiche di mercato”. Questo l’incipit della lettera aperta inviata al sindaco di Cassino Enzo Salera da parte del comitato formato da P.R.C. Sinistra Europea, Associazione A.C.QU.A e Cassino Popolare.

La recente decisione dell’Amministrazione comunale di Cassino di concedere ad Acea l’aumento delle tariffe idriche ha suscitato forti preoccupazioni tra i cittadini. Aumenti che a dire del comitato non solo sono ingiustificati, ma che colpiscono duramente le famiglie già in difficoltà economica. “La scelta di aumentare le tariffe del 13% per il biennio 2024-2025, con un ulteriore incremento programmato fino al 33% entro il 2030, appare non solo come un atto di disattenzione verso le difficoltà quotidiane dei cittadini, ma anche come un tradimento di un principio che, in una democrazia, dovrebbe essere indiscutibile: l’acqua deve rimanere un bene collettivo e accessibile a tutti”. Il 22 ottobre 2024, l’Assemblea dei Sindaci dell’ATO5 ha approvato un piano che prevede un aumento delle tariffe idriche senza una discussione pubblica adeguata. Il limitato coinvolgimento dei cittadini a questa assemblea è stato visto come un segnale negativo verso le comunità afferenti al pubblico servizio idrico. Questo approccio, caratterizzato da una visibile disconnessione dalle reali necessità della comunità, solleva forti perplessità sull’attuazione di tale provvedimento. Il movimento Cassino Popolare si interroga su come il Sindaco Salera possa giustificare il suo voto favorevole a un aumento che graverà sulle famiglie già in difficoltà. “Inoltre, restano irrisolte le questioni relative alla gestione dei fondi derivanti dai ristori di Acqua Campania, risorse pubbliche che dovrebbero essere utilizzate per migliorare il servizio e alleggerire il peso delle tariffe, non certo per finanziare aumenti ingiustificati” conclude il comitato.
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