Alcuni mesi fa, un imprenditore di Boville Ernica era stato arrestato in flagranza di reato con l’ accusa di estorsione aggravata e di stalking ai danni di un compaesano.
L’ accusa che ha fatto finire a processo l’uomo di cinquanta anni era quella di essersi fatto consegnare dalla vittima la somma di 120.000 euro mediante minacce e comportamenti persecutori. Il pm aveva chiesto 5 anni di reclusione. Il difensore, avvocato Marilena Colagiacomo, è riuscito però a dimostrare, nel corso del processo, che le richieste di denaro, esigue rispetto a quelle denunciate dalla parte offesa, erano giustificate da un debito che la vittima aveva nei confronti dell’imputato. Si trattava di denaro che l’imprenditore doveva riavere dalla controparte. Quindi non vi era stata estorsione perché, seppure richiesto indietro in modo insistente, quel denaro la parte offesa lo aveva ricevuto dall’imputato. Invece, quando le richieste si sono fatte più pressanti, la presunta vittima ha fatto scattare la denuncia per estorsione e stalking. Reati per i quali sono previsti svariati anni di carcere. Ma grazie alle argomentazioni della difesa che ha dimostrato l’estraneità del suo assistito ai fatti che gli sono stati contestati, il giudice ha derubricato i reati in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e in molestie, condannando l’ uomo alla pena di dodici mesi di reclusione, anziché di 5 anni come richiesto dal pm, con la sospensione della pena. Mar. Ming.
