Percepiva il reddito di cittadinanza ma faceva la escort, trentacinquenne del capoluogo è stata condannata a un anno e 6 mesi di reclusione. I fatti risalgono al 2020, quando la donna che lavorava nei night come entraneuse si era ritrovata senza lavoro a causa del covid.
Come si ricorderà, a seguito della pandemia erano stati chiusi tutti i locali. A quel punto aveva pensato bene di svolgere il lavoro di escort all’interno della sua abitazione. Non aveva fatto i conti con gli uomini della Guardia di Finanza che effettuano controlli a campione su coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. E proprio dai controlli è venuto fuori che la donna possedeva ben tre libretti di risparmio dove aveva depositato oltre 30.000 euro. A questo, da aggiungere, che viveva in una casa in affitto molto lussuosa dove pagava mensilmente quasi 800 euro. Un tenore di vita così alto certo non poteva tenerlo percependo soltanto il reddito di cittadinanza. Ad incastrarla le telecamere installate dalle Fiamme Gialle sia all’interno della sua abitazione che nel piazzale antistante e il palazzo. E proprio dai fotogrammi estrapolati è venuto fuori che la signora si intratteneva con i clienti che la pagavano profumatamente per le sue prestazioni sessuali. Da qui la denuncia per truffa ai danni dello Stato. Nei giorni scorsi, la donna, che era difesa dall’avvocato Roberto Filardi, è stata condannata ad un anno e sei mesi di reclusione. Mar. Ming.
