Il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise ha annunciato la rimozione di cinque barriere artificiali che attualmente lo frammentano il corso del fiume Giovenco, che scorre nel territorio protetto dal Parco, per ripristinare il corso naturale del fiume.
L’iniziativa sarà possibile grazie al finanziamento di oltre 157.000 euro ottenuto dal Rewilding Apennines, affiliata all’omonima organizzazione ‘Rewilding’ che opera a livello europeo e si occupa di tutela dell’ambiente e biodiversità. A Finanziare il progetto di Rewilding Apennines, denominato “GIOV & GO – A free-flowing Giovenco” è stata Open Rivers Programme, un’organizzazione di sovvenzione che si ocucopa proprio di ripristinare i fiumi europei che sono diventati frammentati a causa della proliferazione di dighe. “L’intervento, primo e unico in tutto l’Appennino – spiegano dal Pnalm -, prevede la rimozione di 5 briglie (sbarramenti in calcestruzzo), situati a circa 80 metri l’uno dall’altro, e degli adiacenti muretti spondali in cemento. Oltre 11,2 km di continuità fluviale verranno ripristinati, ristabilendo la connessione ecologico-funzionale lungo il profilo longitudinale del fiume. Quest’azione sarà cruciale per migliorare significativamente la qualità dell’habitat, favorire la biodiversità acquatica e ripariale e per sostenere l’intero equilibrio ecologico del fiume Giovenco”. La presenza di barriere artificiali è considerata una delle principali minacce cui è sottoposta la biodiversità acquatica e ripariale a livello globale. Le barriere artificiali nei corsi d’acqua compromettono significativamente gli ecosistemi fluviali, causando la perdita di habitat, alterando la distribuzione di sedimenti e nutrienti e concentrando gli agenti inquinanti. L’iniziativa progettuale aderisce pienamente all’indirizzo delle politiche europee, finalizzate da tempo ad orientare la gestione dei corsi d’acqua tutelando attivamente la biodiversità e ripristinando la connettività ecologica. Questo è inoltre uno degli obiettivi fondamentali della Strategia Europea per la Biodiversità, che mira a ristabilire lo scorrimento libero di almeno 25.000 km di fiumi entro il 2030.
