Frosinone – Lavori BRT: riapre a doppio senso via Marittima, il dilemma del percorso

Dario Facci
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(di Dario Facci). Difficile rintracciare negli ultimi decenni un argomento tanto dibattuto come il nuovo Piano del Traffico di Frosinone e, specialmente, l’ormai famigerato BRT. Il bus veloce ed elettrico è un incubo costante, da mesi a questa parte, soprattutto per i commercianti già snervati dalle altrettanto note piste ciclabili.

Se per i commercianti si può comprendere una certa preoccupazione per la scomparsa di posti auto nelle immediate vicinanze, da sempre considerati fondamentale per l’affluenza dei clienti (il piano prevede la creazione di un numero assai maggiore degli attuali posti auto ma, com’è ovvio, dislocati) è sempre meno comprensibile la preoccupazione della “normale” cittadinanza. Da un nuovo sistema di trasporto pubblico, più veloce, ecologico e moderno, non c’è che da guadagnare. L’attuale sistema TPL è infatti antiquato, inadeguato e infatti assai poco utilizzato. Un moto di sollievo per i commerciati è arrivato dalla decisione del Comune di riaprire il doppio senso di marcia in via Marittima. Il senso unico sarà ripristinato nel 2026, quanto entrerà in funzione di BRT. La differenza tra i mesi passati e il futuro riguarda proprio quel bus veloce, quanto sarò utilizzato, in quanto tempo cambierà il modo di muoversi della gente: meno auto, più mezzi pubblici. IL VANTAGGIO DEL BRT: NON VIAGGIA SU ROTAIE, IL SUO PERCORSO E’ MODIFICABILE, IMPLEMENTABILE, MIGLIORABILE SEMPRE Il dibattito più acceso, in questi giorni, si concentra sul percorso che il nuovo Bus veloce dovrà percorrere. I socialisti (il consigliere comunale Iacovissi e oggi il segretario regionale Schietroma) sostengono che la migliore cosa sarebbe tornare all’idea originaria: un percorso diretto dalla stazione ferroviaria a Piazzale De Matthaeis (dritto per dritto). Il sindaco Mastrangeli ha sempre detto che il nuovo Piano del trasporto pubblico è basato su una visione del futuro, su una prospettiva. Per questo insiste su un percorso più articolato, che vada a servire i popolosi quartieri nelle propaggini più esterne alla città “per evitare che restino sempre più isolate man mano che le politiche ecologiche limiteranno progressivamente l’uso delle auto a motore termico e il costo di quelle elettriche non faciliterà il ricambio del parco mezzi” (il sindaco pensa a un incremento delle auto elettriche ma stando alle ultime notizie pare sempre più difficile la loro affermazione. Certo è che un qualche nuovo modo di spostare i veicoli dovrà essere applicato e i costi delle auto, a combustione, elettriche, ibride, a idrogeno ecc. sono comunque altissimi e lo saranno sempre di più). Un grande pregio del BRT però è proprio la sua duttilità. Se ha il “difetto” di dover viaggiare su una corsia dedicata per essere veloce ha anche il “pregio” di viaggiare su gomma, di non avere un percorso non modificabile. E’ un tram che non viaggia su rotaie. La discussione sul percorso quindi è certamente sacrosanta e strategica ma qualsiasi decisione verrà presa potrà, all’occorrenza, essere migliorata, cambiata, ampliata ecc. Oggi si potrebbe, come suggeriscono i socialisti, tornare al percorso originario. In futuro, all’occorrenza, per ottenere l’effetto che auspica il Sindaco, si può ampliare, aggiungere e raggiungere anche altri quartieri. Insomma, il buon senso si potrà sempre applicare. Nulla sarà comunque perduto, aggiustamenti saranno sempre possibili. LE SCELTE DI MASTRANGELI IMPRONTATE A MODERNIZZARE LA CITTA’ SONO IMPOPOLARI MA CORAGGIOSE Insomma risulta di tutta evidenza come la visione che il governo cittadino ha reso reale circa il sistema di trasporto pubblico, ha il difetto di non avere effetti immediati. La realizzazione del percorso BRT e del nuovo ascensore inclinato ha i suoi tempi. Inoltre, come ogni rivoluzione, genera disorientamento e preoccupazione e il fatto che faccia così tanto discutere è il sintomo che si tratti, questa volta, di un vero e profondo cambiamento che inciderà sulle abitudini dei cittadini. Il tentativo è ovviamente quello di migliorare la qualità della vita e modernizzare la città. Intanto, tecnicamente, si tratta di scelte impopolari. Per questo e non solo per la visione innovativa, l’iniziativa di Mastrangeli è coraggiosa. Del resto ha fatto tanto discutere anche la piazza nuova nel centro storico. Oggi è molto apprezzata. UNA FACCENDA CHE NON RIGUARDA SOLO I FRUSINATI Se la cittadinanza di Frosinone si interroga sul nuovo piano di trasporto locale in parte lo fanno anche le migliaia di persone che a Frosinone non abitano ma che quotidianamente arrivano nel capoluogo. E’ calcolato infatti che Frosinone, poco più di 46.000 abitanti di notte, ne abbia stabilmente più di 100.000 di giorno. Saranno in tanti, insomma, a fare i conti con i nuovi parcheggi ai margini della città, i nuovi mezzi di trasporto e le nuove abitudini che dovranno prendere. Magari senza tanti drammi. Siamo abituati da decenni a muoverci coi mezzi pubblici nelle grandi città.
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