(di Cesidio Vano) Botta e risposta tra i consiglieri di opposizione in regionale Lazio Alessio D’Amato (Azione), Eleonora Mattia (Partito democratico) e la presidente della commissione regionale Sanità, Alessia Savo (Fratelli d’Italia). Il tema di dibattito è la ‘vaccinazione’ dei neonati con anticorpi monoclonali per la bronchiolite.
Già Amato aveva censurato le indicazioni contraddittorie sulla gratuità del vaccino nelle regioni, Come il Lazio, che sono in procedura di rientro dal deficit sanitario (leggi qui), Mattia, invece, ha sostenuto che: “È inaccettabile che il Ministero della Salute blocchi la somministrazione del vaccino contro la bronchiolite ai neonati! Con un’ordinanza del direttore del dipartimento del farmaco si ferma una campagna vaccinale fondamentale nelle regioni in piano di rientro, come il Lazio, la Puglia, l’Abruzzo, la Campania e altre. È scandaloso che i neonati e le neonate, appena venute al mondo, siano già discriminate/i in base alla regione di nascita! La salute dei cittadini non può dipendere da dove vivono! Ogni bambina, ogni bambino ha diritto a ricevere cure adeguate, senza eccezioni o condizioni. L’articolo 32 della Costituzione parla chiaro: tutti siamo uguali davanti alla salute. Non vogliamo un’Italia di serie A e serie B! Per questo oggi ho presentato un’interrogazione al Presidente Rocca. Deve venirci a spiegare quali azioni intende mettere in campo nei confronti dei suoi amici di governo. Ci deve chiarire se la salute delle nostre piccole e dei nostri piccoli viene prima degli interessi di partito! Per i diritti di tutti i bambini e le bambine!”. Per adesso, però, a rispondere a stretto giro si posta alle dichiarazioni dell’opposizione è stata la consigliera regionale e presidente della commissione Sanità, Alessia Savo, che in un intervento ha scritto: “Ai consiglieri del Pd, che evidentemente non si sono ben informati sull’argomento vaccini, rispondo che il Lazio è stato tra le prime Regioni ad aver bandito la gara per l’acquisto dell’anticorpo monoclonale, il cui aggiudicatario sarà individuato entro la fine del mese, e al tempo stesso ha attivato l’organizzazione vaccinale, partendo dalle Aziende sanitarie e, in particolare, dai reparti di Neonatologia. Non solo: per questa campagna di immunizzazione abbiamo anche acquistato un vaccino ‘materno’, che si utilizza, cioè, nelle ultime settimane di gravidanza sulla madre per immunizzare ‘passivamente’ il feto per i primi mesi di vita. Inoltre, è in corso l’interlocuzione con i sindacati dei pediatri di libera scelta al fine di garantire una campagna di immunizzazione capillare e puntuale sull’intera regione”. Va aggiunto che, dopo una prima nota del 18 settembre, in cui il ministero della Salute lasciava intendere che le regioni in fase di rientro da deficit sanitario – qual è il Lazio – avrebbero autonomamente dovuto garantire la somministrazione dell’anticorpo benché lo stesso (il Nirsevimab) non fosse ancora incluso nei Livelli essenziali di assistenza (si è infatti in attesa che l’Aifa, ‘passi’ il farmaco dalla fascia C alla A, cioè a carico del SSN). Dopo le proteste di Azione e Pd, il ministero ha precisato, con una nuova circolare alle Regioni, che: “È nostra intenzione – dice Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute – rafforzare le strategie di prevenzione e immunizzazione universale a tutela dei bambini su tutto il territorio nazionale, garantendo a tutte le Regioni la somministrazione dell’anticorpo monoclonale senza oneri per i pazienti”. La precisazione del ministero è stata accolta con favore da medici e pediatri, che chiedono di poter avviare la profilassi con Nirvesimab già a partire da novembre in tutta Italia.
