Ceccano – Campo Popolla: “Un’inaugurazione indegna!”. Il Collettivo contro l’amministrazione Caligiore

chiaro13
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Dopo oltre un anno di lavori, con tempi triplicati e costi aumentati considerevolmente, il campo sintetico del Dante Popolla “è stato inaugurato in maniera indegna, davanti ad appena 199 spettatori e senza aver avvertito nemmeno del numero chiuso previsto, fatto questo che ha provocando la dura contestazione dei tifosi del Ceccano Calcio 1920 contro l’attuale amministrazione comunale”. Lo scrive in una nota il Collettivo Ceccano 2030 che commenta e ragiona su quanto avvenuto in occasione dell’inaugurazione, alcuni giorni fa, del campo sportivo di Ceccano.

“In tempi non sospetti – dicono da Ceccano2030 – facemmo sentire la nostra voce quando si stava rimuovendo il terreno del vecchio manto in erba; infatti, pur non direttamente ricadente nel SIN Valle del Sacco, il Popolla è adiacente al fiume Sacco, per questo chiedevamo (e ora torniamo a chiederlo) che fossero svolte analisi sullo stesso – per accertare che non fosse contaminato dagli stessi agenti che inquinano il vicino fiume – e che fine avrebbe fatto, se riutilizzato oppure stoccato in altro sito. Nessuno dell’amministrazione ha risposto finora”. Nel merito dell’inaugurazione, invece dal Collettivo scrivono: “Strade e ponti adiacenti l’impianto verranno sempre chiusi durante gli eventi sportivi? In caso di eventi metereologici avversi, in aumento negli ultimi anni pure nel nostro territorio comunale, come si agirà nell’area rispetto all’evento sportivo? Quali saranno I percorsi alternativi per i soccorsi, per esempio, e saranno previsti piani di evacuazione particolari per gli spettatori? Quindi, c’è un problema sportivo, vogliamo chiederci cosa succederà se, come tutti noi ceccanesi ci auguriamo, la locale squadra dovesse salire di categoria? Si andrà a giocare altrove – visto che ad oggi l’impianto sportivo non può ospitare partite di categoria superiore alla Promozione – oppure sarà tutto ricostruito ex novo secondo le normative Figc, sapendo bene che le spese per farlo non sono sostenibili da un Comune come il nostro, deliberatamente mandato in predissesto dalla giunta di destra che amministra Ceccano da 10 anni?” Da Ceccano 2030 sollevano anche un problema di carattere economico: “Gli amministratori di Ceccano pongono sempre il problema della mancanza di fondi per fare qualsiasi cosa, dal servizio scuolabus alla manutenzione di altri impianti sportivi o dei parchi giochi per bambini fino alla semplice manutenzione stradale. Ma poi – miracoĺo! – per il nuovo manto sintetico del Popolla si sono trovati circa 150mila euro di fondi comunali, da aggiungere ai 600mila provenienti dalla Regione: con tutte le problematiche strutturali e logistiche riscontrate e conosciute da tutta la cittadinanza (e, immaginiamo, anche dall’assessore competente, dal sindaco, dalla giunta e da tutta la maggioranza, ma qualche dubbio lo abbiamo…) non sarebbe stato più opportuno investire risorse presso il polo sportivo di Passo del Cardinale, come fra l’altro diceva la stessa amministrazione in campagna elettorale?” E quindi pongono una questione di trasparenza: “Dunque, c’è anche e soprattutto una questione di trasparenza. La gestione del campo verrà affidata a privati per un periodo dai 5 ai 20 anni, in cambio di lavori di rifacimento dell’area spettatori e alla realizzazione di un chiosco/palestra/bar (non si sa bene cosa al momento). Gli introiti che ne nasceranno saranno ad uso esclusivo dei privati? Sono stati preventivati? Verrà restituito al Comune almeno una quota parte di quanto speso per il rifacimento del manto? Perché è stato deciso di cedere la gestione del campo sportivo Dante Popolla – bene pubblico dei ceccanesi – a privati, cosi come è stato fatto con il servizio scuolabus, con la pubblica illuminazione, con il servizio tributi, con gli asili nido comunali, con le strisce blu, con i servizi all’interno del cimitero, con la gestione dei rifiuti, con la farmacia comunale, etc. etc.? Da tutto questo traspare una mancanza di idee e di progettazione a lungo termine per la nostra città”.
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