Politici assolti, cittadini-elettori condannati. Con la sentenza pronunciata ieri dal Tribunale di Cassino, si è chiuso il processo per voto di scambio a carico del sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, dell’ex sindaco Vincenzo Nocella, del vicesindaco Leonardo Capuano e dell’imprenditore Piero Salvatore Varlese.
Procedimento con cui era stato riunito, nel 2022, anche quello a carico di due elettori, F.A.S. e M.D.A, che avrebbero accettato la promessa in cambio del voto (mentre la posizione di un terzo elettore indagato è stata stralciata per aver questo chiesto la messa alla prova). I politici coinvolti sono stati tutti assolti con formula piena. Condannati a sei mesi (pena sospesa) i due elettori. Le motivazioni della sentenza verranno depositate tra 90 giorni. E solo allora si potrà capire il ragionamento tecnico-giuridico condotto dal Giudice. Per il momento, quello che pare aver pesato sul piatto della bilancia della giustizia è stato l’aver deciso, da parte dei due elettori imputati, di avvalersi durante il dibattimento della legittima facoltà di non rispondere. Tale circostanza ha però reso non utilizzabili le dichiarazioni in precedenza rese alla polizia giudiziaria in fase di indagini preliminari. La questione è stata oggetto di dibattito, ma la decisione finale è stata quella di “escludere” quelle dichiarazioni dal fascicolo. Le stesse ammissioni fatte davanti alla polizia, però, sono bastate alla loro condanna. Altre prove a carico dei politici, invece, non sono emerse nel dibattimento, così da giungere alla completa assoluzione di tutti. L’inchiesta sul voto di scambio a Piedimonte San Germano aveva preso le mosse nel 2018, dopo alcune segnalazioni e denunce. I carabinieri indagarono su alcuni episodi (non più di 5) relativi sia alle elezione del 2015 che a quelle successive del 2017, ritenendo che in quelle competizioni elettorali politici e imprenditore avrebbero chiesto e ottenuto il voto di alcuni elettori promettendo benefici e posti di lavoro. Si ipotizzò anche il reato associativo (accusa poi decaduta) e scattarono misure cautelari e di privazione della libertà personale. Ieri l’assoluzione.
