(di Dario Facci) Ha fatto chiasso a livello nazionale il grido d’allarme del presidente di Unindustria Cassino, Francesco Borgomeo, il quale ha chiamato a una manifestazione gli industriali del settore Automotive per sollevare la politica e arrivare fino a Bruxelles dove le politiche industriali, a suo dire, costringeranno alla chiusura buona parte delle imprese del settore. In particolare la fine della cassa integrazione a fine anno, ha ammonito Borgomeo, significherà la fine per gran parte dell’indotto nel Lazio meridionale e non solo.
La capacità di reazione della politica, purtroppo non solo a livello locale, non è mai stata proverbiale. Questa volta sta battendo ogni record. Lo fa già dallo scorso autunno quando all’allarme lanciato per la fuga di investitori stanchi delle lentezze del sistema l’establishment promise un elefante con pachidermica velocità e partorì un topolino con altrettanta rapidità. Il problema però questa volta è ben più vasto della scarsa capacità di reazione dei decisori locali. Alla allarmante presa di posizione della UILM, già al risveglio dal letargo agostano, per l’allungamento della chiusura estiva dello stabilimento ex Fiat di Cassino, si è aggiunta quella dei sindaci del Cassinate, il ragionamento del segretario regionale dei socialisti, Gian Franco Schietroma e l’intervento del presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, Gianluca Quadrini il quale ha inviato una missiva al Ministro per lo Sviluppo Economico, alla Regione Lazio e ai sindaci del territorio affinché si convochi immediatamente un Tavolo. In precedenza un po’ tutti i rappresentanti politici del territorio si erano espressi con preoccupati comunicati sulla situazione e la responsabile del ramo presso la Giunta Regionale, vale a dire la vice presidente Roberta Angelilli non si è certo risparmiata in riunioni, appelli e tavoli sulla questione. Dunque nell’apprezzare l’impegno che mai manca del Presidente del Consiglio Provinciale e le dichiarazioni d’intenti di questo o quel referente dei partiti, è difficile immaginare un efficace intervento sulla crisi di un settore strategico come quello dell’Automotive nel Lazio Meridionale quando aleggia l’incertezza a livelli ben maggiori, visto il non incoraggiante esito dei vertici a livello ministeriale con la proprietà di Stellantis, la multinazionale che è ovviamente al centro del sistema Automotive del Lazio come del resto d’Italia. Bene ha fatto, dunque, il presidente di Unindustria Cassino a prendere l’iniziativa per svegliare le coscienze a tutti i livelli, poiché è evidente che il problema si ripercuote gravemente anche nel Lazio Meridionale ma non è da queste parti che risiede. Bisognerebbe chiedersi dunque come mai l’iniziativa è arrivata “solo” dal referente di una parte di un’associazione e non, per esempio, dagli organismi centrali della stessa L’interesse della stampa a livello nazionale però lascia ben sperare. Che non solo le coscienze della politica si riattivino presto ma che l’intero comparto si attivi affinché, effettivamente, il richiamo arrivi dove deve: in Europa.
