(di Cesidio Vano) “Non uccideteli, li adottiamo noi”. Si può riassumere così, veramente in sintesi, la proposta che l’associazione Ariel ‘ la Speranza di chi non ha voce’ ha avanzato per bloccare l’abbattimento di circa 500 cervi, cuccioli compresi, deciso dalla regione Abruzzo, per regolare il numero di esemplari divenuto eccessivo.
Sono per l’esattezza – secondo il piano d’abbattimento approvato dall’esecutivo guidato dal governatore Marco Marsilio – 469 i capi da sopprimere (leggi qui). “Non è caccia selettiva” protestano però dall’associazione Ariel “ma profitto per i cacciatori. Noi chiediamo allora – aggiungono – la possibilità di creare una campagna adozione per i cervi così come fu per il Parco del Circeo nel Lazio”. Il piano di abbattimento, infatti, prevede che i cervi siano abbattuti da cacciatori selettori i quali per prelevare poi il capo soppresso sono tenuti a pagare un premio (da 50 a 600 euro a seconda del età e stazza del cervo ucciso) all’Atc, ovvero l’ente territoriale di gestione della caccia (leggi qui). Francesca Cosentino, presidente dell’Associazione Odv, ha inviato una Pec al presidente della Regione Abruzzo, denunciando la delibera che prevede l’abbattimento dei 469 cervi, compresi i cuccioli. “E’ scandaloso che nella delibera sia specificato anche un tariffario per chi uccide i cervi – ha detto Cosentino -: ad esempio, per abbattere un cucciolo serviranno cinquanta euro e il ricavato sarà dato all’Ambito Territoriale di Caccia di riferimento. Quando si parla di caccia selettiva – sottolinea la presidente – ci sono delle normative specifiche, che devono essere monitorate con gli enti preposti alla tutela fauna selvatica che, vogliamo ricordare ,è patrimonio indisponibile dello Stato”. La responsabile di Ariel continua: “Siamo davvero sconcertati di fronte a questa delibera in quanto fino ad oggi, l’Abruzzo, grazie al suo parco regionale, era considerato il fiore all’occhiello per la gestione e la tutela della fauna selvatica, ricordando che anche in Toscana – rilancia la presidente di Ariel – recentemente vi è stato il via libera al prelievo del daino. In questo caso però, il piano di gestione è specifico e indica chiaramente il numero di capi maschi e femmine e il calendario in cui saranno effettuati tali prelievi. Infine – conclude Cosentino – chiediamo al presidente della Regione che oltre all’abbattimento sia data l’opportunità di poter dare in adozione i cervi in sovrannumero, così come verificatosi in altre parchi regionali, come nel parco del Circeo e che si sono resi disponibili nei riguardi delle associazioni nel salvare alcuni esemplari”.
