(di Cesidio Vano) Una festa molto particolare. Che non ha precedenti: il raduno – tenutosi ad Alvito – di tutti coloro che si chiamano “Cesidio” o “Cesidia”. Nome noto e diffuso perlopiù in provincia di Frosinone (nell’area della Valcomino) e, nel confinante Abruzzo, nel basso Aquilano.
Per il resto d’Italia e del mondo è un nome poco comprensibile, anzi non è neanche un nome. Chi scrive ne sa qualcosa: fuori delle zone di comfort residenziale mi chiamo “Como-Empoli-Sondrio-Imola-Domodossola-Imola-Otranto”. Sennò non capiscono: cecilio, cedilio, cesario, ecc… Eppure i “cesidi” hanno anche un Santo, tutto loro tra l’altro: San Cesidio, appunto. Il cui santuario si trova a Trasacco, Sud abuzzese, a una cinquantina di chilometri dalla Valcomino. Che tu pensi: ’sto Santo qua c’ha solo noi da seguire, che saremo? Un migliaio al mondo? Vuoi che non ha tempo per fare una grazia a tutti? Sarà che procede in ordine alfabetico (e io mi chiamo Vano), ma pare ci sia ancora da aspettare… E proprio a San Cesidio e al suo culto molti debbono questo nome, che ti ritrovi cucito addosso da piccolo e che ti sembra una cosa normalissima, pure bello, ma poi scopri che buona parte degli altri non capisce. E inizi a capire tu: a farti un’ idea di quanto siano strani gli altri. Un nome che ti condiziona. E di certo è originale quanto desueto. Un nome sul viale del tramonto, dunque: nessuno chiama più un figlio o una figlia Cesidio o Cesidia, lo rivelano le anagrafi. Se si utilizza il servizio “contanomi” dell’Istat (capace di dirti quante persone sono state battezzate con un preciso appellativo) si ha la conferma che tra il 1999 e il 2022 nessun neonato e nessuna neonata sono stati chiamati Cesidio o Cesidia (o comunque i valori sono così bassi – sotto le 5 unità – che non danno risultati). Tanto per capirci, nel 2022 i primi tre nomi più in voga sono stati: Leonardo, Francesco e Tommaso, che non devi certo star lì a fare lo spelling. Per trovare l’ultimo nato ad Alvito, che porti il nome del santo di Trasacco, tocca risalire al 1990, è una ragazza: Cesidia. Va meglio forse all’ombra del santuario, dove per aver un patrono di nome Cesidio, ancora qualche battesimo lo si conquista. Tornando alla festa, l’incontro ad Alvito di tutti gli omonimi, del paese e dintorni, è stato promosso dalla signora Cesidia Capoccia che, aiutata dai familiari, ha rintracciato tutti i ‘cesidi’ che ha potuto, nell’area di Alvito, per invitarli a festeggiare assieme il loro onomastico, la sera del 31 agosto. Ricorrenza della festa di San Cesidio, appunto. La serata è stata vissuta in due momenti: una celebrazione religiosa presso la Chiesa di Santa Maria del campo ad Alvito (con tanto di preghiera a San Cesidio); poi foto di gruppo per tutti i ‘cesidi’ presenti e quindi un momento conviviale, a cena, presso il vicino ristorante Agria. È stata di l’occasione per sapere qualcosa di più sul particolarissimo nome (sempre meno utilizzato, come si è detto), sulla storia del Santo e sul pellegrinaggio che, ogni anno, si fa dalla Valcomino fino al santuario di Trasacco. Hanno presenziato alla serata anche il sindaco di Alvito, Luciana Martini, assieme ad altri amministratori comunali e i sacerdoti don Alberto e don Marcello. A tutti i presenti (una ventina di ‘cesidi’ ma molti e molte non hanno potuto partecipare per impegni già presi e vacanze prenotate) è stata data una piccola pergamena ricordo. Per tutti l’impegno è a rivedersi il prossimo anno, anche in una data diversa dal 31 agosto e più “praticabile” per tutti. Trasacco, comune della provincia dell’Aquila e diocesi di Avezzano, a una cinquantina di chilometri dalla Valle di Comino, è – come detto – sede del Santuario dei Santi Cesidio e Rufino (figlio e padre) entrambi martirizzati nel III secolo dopo Cristo. Il culto di San Cesidio è stato molto forte in passato, soprattutto nella comunità di San Donato Val di Comino ma anche in tanti altri centri dell’area, Alvito compreso. Ancor oggi, s’è detto, è viva la tradizione di recarsi a piedi, in pellegrinaggio dalla Valcomino presso il santuario di Trasacco, percorrendo in 11/12 ore circa 40 chilometri, lungo i monti dell’Appenino.
