Troppi casi di morbillo nel Lazio. La denuncia arriva dalla consigliera regionale del Pd, Eleonora Mattia, che già ad aprile ha sollevato il problema con un’interrogazione consiliare, in cui snocciola numeri e dati, ed alla quale, però, nessuno in Regione ha dato seguito.
Eleonora Mattia, consigliera regionale del Pd
LA BOTTA
Mattia insiste: “E’ urgente avere delle risposte sulle azioni necessarie a contenere i contagi per evitare un epidemia nel territorio regionale, soprattutto visto che siamo alle porte dell’inizio di un nuovo anno scolastico” e ricorda: “Era lo scorso 10 aprile quando ho depositato in consiglio regionale un’interrogazione al presidente Rocca, con delega alla Sanità, su come intendesse contrastare la recrudescenza del morbillo che, già all’epoca, in base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, vedeva il Lazio come la regione d’Italia più colpita con ben 64 casi sui 213 contagi registrati a livello nazionale nel primo trimestre del 2024. Ad oggi non ho ancora ricevuto alcuna risposta nonostante i nuovi allarmi lanciati in questi giorni sull’aumento di casi a Roma e nel Lazio”.
Alessia Savo, presidente Commissione regionale Sanità
LA RISPOSTA
A stretto giro di email arriva la replica della presidente della Commissione regionale Sanità, Alessia Savo, di Fratelli d’Italia: “I dati di incidenza del morbillo nel Lazio sono senza dubbio elevati ma, al momento, non c’è alcun allarme: parliamo di 55,4 casi per un milione di abitanti.
Su disposizioni del presidente Rocca, la Direzione Regionale Salute del direttore Andrea Urbani ha già provveduto a inoltrare diverse circolari alle Asl per monitorare la situazione, identificare tempestivamente i casi sospetti per applicare le necessarie misure di isolamento incentivare la vaccinazione in tutte le Asl della Regione. Inoltre, come ha già sottolineato anche il consigliere nazionale della Società Italiana di Pediatria, dottor Rino Agostiniani, non c’è motivo di diffondere allarmismo, cosa da cui si dovrebbe astenere anche la consigliera del Pd.
La quale probabilmente non ricorda, pur ricoprendo già la carica di consigliere nell’assise regionale che a quel tempo era guidata dal Pd, che prima del 2019 – e cioè prima della diffusione del Covid che, con l’utilizzo dei dispositivi di protezione, ha drasticamente ridotto la diffusione delle malattie infettive tra cui il morbillo – i casi nel Lazio erano addirittura schizzati all’87,9% su un milione di abitanti (i dati sono quelli riportati dal rapporto ‘Morbillo e Rosolia News’ di Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità).
Ebbene: monitorare la situazione e sensibilizzare alla vaccinazione sono azioni assolutamente prioritarie nell’opera di protezione dei più piccoli ma anche di quanti non sono ancora coperti da vaccino che, ad oggi, resta la sola arma sicura ed efficace che abbiamo. Utilizzare, però, la salute dei cittadini del Lazio per gettare discredito sulla gestione del presidente Rocca non solo non è accettabile nell’alveo del corretto e trasparente confronto tra forze politiche, ma diffonde anche allarmi immotivati su una situazione che, al momento, è assolutamente gestibile e non così drammatica come la si vuole veicolare”.
[CV]
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