(di Cesidio Vano) C’era chi si metteva in malattia per fare la cartomante nei mercatini; chi oltre che essere autista Atac, guidava mezzi anche per ditte private; un autista, inoltre, spesso svolgeva anche il lavoro di ‘chauffeur’ di limousine prese a noleggio. E poi chi, titolare dei permessi concessi dalla legge 104 per assistere i familiari malati, utilizzava quelle assenze giustificate per andare a pescare; e ancora, c’era chi, di lavori ne aveva due: per Atac e per altre società.
La municipalizzata del Comune di Roma ha detto basta: ha avviato controlli e verifiche e di situazioni al limite dell’impossibile ne sono venute fuori a dozzine. Ventisei dipendenti ne hanno fatto le spese nel 2023: sono stati licenziati in tronco con addebiti molto gravi; 228 loro colleghi si sono ritrovati sul groppone provvedimenti disciplinari per i loro comportamenti o per le loro azioni. Come chi, nelle più classiche delle furbate, si prestava a timbrare i cartellini dei colleghi assenti o altrove. In tutto, nel 2023, sono state circa 60 inoltre le sospensioni dal lavoro decise dall’azienda dopo aver contestato comportamenti e condotte non adeguate ai propri dipendenti. Come riporta Il Messaggero, i provvedimenti sanzionatori hanno raggiunto il 2% dei dipendenti della società municipalizzata che si occupa di mobilità urbana. In tutto, l’azienda conta 10.200 dipendenti di cui circa la metà (5.200) hanno la qualifica di autisti. E proprio gli autisti (soprattutto nei casi di assenze superiori a 5 giorni) sono risultati i più indisciplinati nel rapporto di lavoro, tanto da essere la categoria che maggiormente ha subito censure e licenziamenti: due dipendenti portavano avanti un doppio lavoro; altri, mentre lavoravano per la municipalizzata, erano impiegati anche in un’azienda di trasporti privata. C’è stato anche chi ha perso il posto di lavoro per il proprio comportamento, molto aggressivo, verso i colleghi. È stato scoperto, anche, che un’addetta al controllo dei biglietti, spesso si metteva in malattia per andare a vendere bigiotteria artigianale, da lei prodotta (come cornetti e anelli) nei mercatini e in occasioni di sagre di paese. Era tanto brava e apprezzata dagli acquirenti che la sua fama è giunta fino in Atac, dove però hanno apprezzato un po’ meno e l’hanno licenziata. Infine, è emerso anche il caso di un meccanico assunto da Atac, che arrotondava lavorando pure in una carrozzeria privata. Seri provvedimenti anche per lui.
