Lazio – Screening oncologici: adesione scarsissima. Mattia (Pd) presenta un’interrogazione in Regione

chiaro13
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Scarsa adesione alle campagne di screening oncologici della Regione Lazio. La consigliera del Pd Eleonora Mattia presenta un’interrogazione al governatore del Lazio, Francesco Rocca, per sapere quali siano le sue intenzioni per fronteggiare la situazione, visto che un’inefficace prevenzione delle malattie tumorali comporta più rischi per la popolazione oltre che complicazioni per il sistema sanitario regionale.

Ricordato che il Presidente della Regione, mantiene per sé anche la delega in materia di sanità, la consigliera del Pd chiede di sapere “quali iniziative intenda assumere al fine di perseguire il miglioramento dei dati relativi ai tassi di adesione dei cittadini laziali alle campagne di screening oncologico, nonché il raggiungimento dei tre obiettivi strategici previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e dal Piano Regionale della Prevenzione 2021-2025”. I numeri del Lazio in merito all’adesione dei cittadini agli screening gratuiti per determinate patologie oncologico sono praticamente quasi peggiori d’Italia. “Secondo i dati forniti dall’Osservatorio nazionale sugli screening – si legge nell’interrogazione firmata da Mattia – il Lazio è risultato, nel 2023, tra le Regioni peggiori d’Italia in termini di prevenzione oncologica, facendo registrare un dato medio di adesione ai programmi di screening mammografico, cervicale e colon-rettale rispettivamente del 41%, 27% e 19%, posizionandosi rispettivamente al diciannovesimo e al diciassettesimo posto sulle 21 Regioni e Province autonome italiane”. Ma i dati che ha fornito la Regione, sarebbero anche più preoccupanti: un’adesione di 185mila pazienti su 495mila invitati, pari al 37%, per il carcinoma della mammella; un’adesione di 117mila pazienti su 444mila invitati, pari al 26%, per il collo dell’utero; un’adesione di 205mila su oltre 1 milione di invitati, pari al 20,5%, per il colon-retto. La consigliera d’opposizione evidenzia anche che “dal momento del suo insediamento nel marzo del 2023, la maggioranza di centrodestra al governo della Regione Lazio: ha completamente definanziato il Registro regionale tumori istituito nel 2015; non ha realizzato nel 2023 apposite iniziative ed eventi in occasione della Giornata regionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico, nonostante fossero stati appositamente stanziati 30.000 euro in bilancio, e ha definanziato completamente la misura per il 2024, bocciando nell’ultima variazione di bilancio gli emendamenti presentati per il ripristino dello stanziamento; ha completamente definanziato per il 2024 la realizzazione di programmi di screening condotti sulla popolazione a rischio di sviluppo di neoplasie polmonari, previsti dalla legge regionale n. 19/2022, finanziati fino al 2023 con 100.000 euro all’anno”. Ma l’elenco delle mancanze – secondo l’oppositrice – è ancora lungo: “non è stato ancora avviato neppure in commissione consiliare l’iter per l’approvazione della proposta di legge n. 100, depositata dalla sottoscritta nel mese di ottobre 2023, per l’estensione dello screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella dai 45 ai 74 anni, con possibilità di includere nei programmi di screening anche le donne dai 40 ai 44 in caso di rischi di familiarità e per l’implementazione di percorsi diagnostico terapeutici per le donne ad alto rischio di cancro alla mammella per mutazioni genetiche di BRCA1 e BRCA, secondo le indicazioni del Piano Nazionale per la Prevenzione e del correlato Piano Regionale”. Una situazione che per Mattia non può essere giustificata – che avrebbe fatto lo stesso governatore – dal fatto che le campagne regionali di prevenzione sono volontarie e quindi, in sostanza, sono i cittadini che non partecipano o alla rete regionale “romanocentrica”. Per l’oppositrice è necessario invece “un cospicuo investimento economico, oltre che un auspicabile intervento riorganizzativo della rete regionale dell’oncologia, al fine di estendere le campagne di screening e soprattutto di individuare modalità di invito e campagne promozionali più efficaci al fine di ottenere maggiori tassi di adesione”.
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