(di Cesidio Vano) La Regione Abruzzo ha avviato un programma per il contenimento delle popolazioni di cervo che porterà a quasi 500 abbattimenti selettivi. A voler bare una battuta (non di caccia) si può dire che è stata una scelta “imprudente”, perché l’assessore regionale alla Caccia e pesca che ha sostenuto la necessità della mattanza è il leghista, vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente.
“Negli ultimi anni – ha detto l’assessore Imprudente – i danni causati dai cervi hanno superato in molte zone interne i danni alle colture causati dai cinghiali. Addirittura dai dati sul monitoraggio delle popolazioni dei cervidi in Abruzzo emerge la presenza di un numero di capi più del doppio rispetto a quello del 2018 in termini assoluti”. Così, il Calendario venatorio regionale 2024-2025 prevede l’abbattimento selettivo degli animali. Una scelta che, se non piace agli ambientalisti, parrebbe che stia facendo storcere il naso anche ad alcune forze politiche che fanno parte della squadra di governo del presidente Marco Marsilio. Ad opporsi a questa scelta, ad esempio, è Forza Italia. Nazario Pagano, deputato e coordinatore di Forza Italia per l’Abruzzo, attacca: “Sono fermamente contrario alla decisione della Giunta Marsilio di autorizzare la caccia al cervo in Abruzzo. Da abruzzese nutro un profondo rispetto per la flora e la fauna del nostro territorio e non posso non riconoscere, e difendere, l’importanza di alcune specie, diventate simboli della regione”. E poi non manca la contrarietà delle forze di opposizione e quella degli ambientalisti, guidata dal Wwf, per il quale si tratta di “una decisione che lascia davvero attoniti, sia sul piano delle logiche naturalistiche ed ecosistemiche sia su quello più emotivo”. Gli ambientalisti accusano, poi, il governatore Marsilio “di agire solo per accontentare un piccolo gruppo di cacciatori, verso i quali presidente e vicepresidente della Regione manifestano una sempre maggiore sudditanza, abbandonando impunemente la visione di un Abruzzo capace di una convivenza con la fauna selvatica”. Come, tra l’altro un’istituzione abruzzese, come il Parco Nazionale, non si stanca mai di ripetere. Per la Regione, però, sono i numeri a dimostrare la necessità di contenere il numero di cervi sul territorio: “in base ai dati raccolti tra il 2019 e il 2023, i danni provocati dai cervi all’agricoltura sono stati pari a 895.340 euro. Con quanto sta accadendo nell’anno in corso, si stima che si supererà il milione di euro”. Non solo danni alle colture, manche incidenti stradali, causati dalla presenza di cervi lungo le strade, che si fanno sempre più numerosi: oltre 800 quelli registrati nel periodo 2019-2023. Il piano messo a punto da Imprudente prevede prelievi successivi di cervi e abbattimenti selettivi nel periodo dal 14 ottobre prossimo fino al 15 marzo 2025. Tale attività potrà essere svolta solo al di fuori delle aree protette e nei comprensori di Avezzano, Sulmona, Subequano, L’Aquila e Barisciano. Un’attività che dovrà aiutare – secondo l’assessore – a fronteggiare “il sovrappopolamento di tale specie nelle aree interne e inaugurare un percorso virtuoso ed efficace a favore, in primis, la salvaguardia degli habitat naturali e di tutte le popolazioni selvatiche presenti, ma anche a supporto di centinaia di agricoltori delle aree interne e di tutti i cittadini e gli automobilisti”.
