Un ecosistema in crisi. È quello del fiume Melfa, a cui il Tg3, nell’edizione di ieri sera, ha riservato un servizio per denunciare la moria di trote in atto con i germani reali costretti a trovare l’unico rifugio possibile nelle acque dello scarico di un depuratore, perché una buona parte del fiume è ridotto ad una pietraia a causa dei prelievi fatti a monte.
Il greto completamente asciutto del fiume Melfa nelle immagini del TG3
Il fiume Melfa attraversava la Valle di Comino per circa una quarantina chilometri fino a Roccasecca dove confluisce nel Liri. Nonostante alcuni tratti del percorso (come le Gole del Melfa) siano riconosciuti sito di interesse comunitario per il loro valore naturalistico, il rischio che tale sistema imploda è più che concreto. Lo dimostrano le immagini mandate in onda da Rai 3: pesci morti, uccelli in cerca di un riparo, un letto del fiume aridito.
Il servizio del Tg3 – che intervistato attivisti di Fare Verde, ambientalisti e amministratori– parla di “un piccolo fiume emblema della crisi che attraversa il sistema idrico anche nel Lazio”. E aggiunge che tutto ciò accade “alla vigilia del Ferragosto 2024, che secondo il report dell’Anbi sarà il primo “No Water Day”, il primo giorno senza acqua per l’agricoltura, in ampie zone d’Italia, con il Centro Sud assediato da una siccità ormai consolidata. Incidono le alte temperature, i fenomeni climatici sempre più estremi. Ma a pesare per il fiume Melfa sono anche i prelievi a monte, in particolare per alimentare una centrale idroelettrica. I sindaci del territorio chiedono da tempo una revisione delle concessioni per far rinascere una risorsa che potrebbe fare anche da volano al turismo della zona”.