(di Cesidio Vano) C’è un’inchiesta, avviata già da tempo dalla procura della Capitale – che ora indaga per episodi simili anche in relazione all’appalto per la pulizia delle tute del personale Ama del Comune di Roma – che ha nel mirino gli appalti pubblici legati ai servizi di lavanderia acquisiti dalla Regione Lazio per le Asl regionali.
È un’inchiesta che riguarda presunte irregolarità legate anche alle passate amministrazioni delle ultime due legislature. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Carlo Villani che ha chiesto il rinvio a giudizio per i responsabili del Raggruppamento temporaneo, formato da due ditte, il quale – secondo le accuse mosse dagli inquirenti – avrebbe turbato la libertà degli incanti e non adempiuto a contratti di pubbliche forniture sottoscritti. In sintesi la procura sostiene – come riferisce anche La Repubblica – che, per ottenere l’appalto dei lotti 4 e 7 del servizio di disinfezione e lavaggio di lenzuola, camici, divise, calzature e indumenti da lavoro, per le aziende sanitarie del Lazio, le due società avrebbero presentato documentazione falsa, dichiarando di avere una piattaforma logistica nel comune di Anagni, mai detenuta realmente. Tale falso requisito avrebbe consentito al raggruppamento d’imprese di aggiudicarsi il contratto di notevole importo. Ancora: la procura accusa anche le due aziende di aver fornito alle Asl biancheria e divise per il personale medico e paramedico di qualità e in quantità inferiore a quanto previsto dal capitolato d’appalto.
