Arpino – Ufficio di Polizia Locale chiuso, protestano cittadini e amministratori. Esposto ai Carabinieri

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(di Cesidio Vano) Arpino – Ufficio della Polizia Locale chiuso: protestano i cittadini – che scrivono ai carabinieri – e il consigliere di minoranza Chietini, impossibilitato a consultare gli atti della seduta consiliare.

Con un post sul suo profilo Facebook, oggi, Andrea Chietini, consigliere comunale minoranza (in foto, nello scatto – pubblicato su Fb – che mostra le porte sbarrate), ha scritto: “Questa mattina mi sono recato presso gli uffici della Polizia Locale di Arpino per consultare gli atti della seduta pomeridiana del consiglio comunale, ma le porte erano chiuse e gli atti inaccessibili!”. Chietini ha ricordato che il regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale prevede che documentazione relativa agli atti posti all’ordine del giorno debbano essere consultabili dai consiglieri almeno 24 ore prima dell’inizio della seduta anche per consentire al consigliere comunale di svolgere con pienezza di funzioni il proprio ruolo elettivo. “Ad Arpino la concreta possibilità di esercitare il diritto nell’ambito dei limiti temporali previsti dal regolamento è costantemente inficiata dalla chiusura indiscriminata e senza avvisi degli Uffici di Polizia Locale” si lamenta Chietini. Ma a protestare sono anche molti cittadini che dicono di trovare spesso chiuso l’ufficio in questione, anche quando magari si ha la necessità di pagare una multa. Qualcuno ha anche preso carta e penna e segnalato il “continuo disservizio” ai Carabinieri di Arpino. Nella missiva girata anche alla stampa si legge: “In più occasioni abbiamo verificato che gli uffici della Polizia Locale al piano terra del Palazzo comunale – Corso Tulliano – erano chiusi. Come pure la stampa ha riportato più volte, nemmeno era possibile in più circostanze – in orari e giorni diversi – contattare il personale al numero telefonico indicato dalla voce guida del 85211 – selezione 1. Tutto ciò genera disagio a chiunque abbia necessità per le più svariate ragioni – anche per pagare una contravvenzione – di rivolgersi al Comando direttamente oppure telefonicamente. Pertanto – si legge nella nota inviata ai carabinieri – si chiede di verificare eventuali omissioni o interruzioni di pubblico servizio a danno della collettività”. Dal suo punto di vista, Chietini, invece chiama in causa anche il presidente del Consiglio Comunale e lo invita “in ossequio alla vigente legislazione, ormai orientata al conseguimento da parte delle pubbliche amministrazioni della più ampia diffusione delle applicazioni informatiche sia nei rapporti con l’utenza e sia nelle proprie comunicazioni interne” a procedere “con modalità alternative di deposito telematico degli atti, ma in più di un anno di amministrazione non si è avuto alcun riscontro positivo a riguardo” ricordando, infine, che proprio il presidente del Consiglio Comunale “è tenuto ad assicurare una adeguata e preventiva informazione ai consiglieri sulle questioni sottoposte al consiglio”.
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