Roma – Termovalorizzatore, Acea stima inizio lavori entro il 2025. Esulta Gualtieri, comitati del ‘No’ sul piede di guerra

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(di Cesidio Vano) In occasione della presentazione della Trimestrale, l’ad di Acea, Fabrizio Palermo ha ipotizzato che i lavori per la costruzione del Termovalorizzatore di Roma, che dovrebbe nascere a Santa Palomba, potrebebro avere inizio nel 2025.

L’annuncio ha scosso i comitati che si stanno battendo contro la realizzazione dell’impianto nell’area posta al confine della Capitale con Ardea e Pomezia. In questi giorni i promotori del ‘no’ hanno anche raccolto, in tutti i Comuni coinvolti e ‘minacciati’ dalle decisioni prese unilateralmente dall’alto, circa 13.000 firme sotto una petizione che chiede di rinunciare al progetto. L’Unione dei comitati contro l’inceneritore ha anche spiegato che la consegna di firme raccolte è avvenuta in due tappe: “D’apprima al Presidente della Regione Lazio, alla Garbatella, dove all’Unione dei Comitati si sono aggiunti, indossando le fasce tricolori Alessandra Mantuano, Vicesindaco di Ciampino, Gabriella Sergi, Assessora all’ambiente del Comune di Albano e Paolo Gasperini, Presidente del Consiglio comunale di Castel Gandolfo che con la loro partecipazione hanno voluto rinnovare l’impegno contro l’inceneritore”. Unione dei comitati spera anche che alle prossime iniziative possano prendere apret anche gli altri sindaci dei comuni interessati. La seconda tappa per la consegna delle firme c’è stata invece presso il Consiglio Regionale, dove la delegazione dell’Unione è stata accolta e introdotta dalla Consigliere Alessandra Zeppieri, è stata ricevuta nella Sala Rutuli da Fabrizio Ghera, Assessore regionale ai rifiuti. All’incontro, oltre ad Alessandra Zeppieri (Polo progressista) hanno partecipato i Consiglieri di minoranza Valerio Novelli (M5S) e Claudio Marotta (AVS)”. Tornando alle dichiarazioni di Palermo, l’amministratore delegato di Acea – l’unica società che ha risposto alla gara per la costruzione del Termovalorizzatore quale capogruppo di un raggruppamento temporaneo d’impresa, che comprende anche Suez Italia, Vianini Lavori, Hitachi e Rmb. – ha anche detto: “Attendiamo fiduciosi l’esito della gara per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma, per la quale abbiamo presentato un’offerta nel mese di maggio”. Dopo l’apettura della busta con l’offerta di Acea, il Comune di Roma sta svolgendo l’iter di valutazione dei titolo e documenti presentati, per passare poi il tutto ad un’apposita commissione che dovrà esprimersi sugli aspetti sia tecnici che economici che finanziari. Il Termovalorizzatore è un’opera su cui il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri sta puntando il tutto per tutto: “Roma vuole rivoluzionare il suo ciclo dei rifiuti per trattarli in proprio e costruire finalmente un’autonomia impiantistica come tutte le altre capitali europee e le grandi città italiane hanno già fatto – ha detto il primo cittadino -: vogliamo cancellare una volta per tutte il ricorso alle discariche e la vergogna di un modello costoso, inquinante e inefficiente”. Ma il problema è che Roma il Termovalorizzatore (o inceneritore a seconda se si è pro o contro) lo va a piazzare a ridosso degli altri comuni vicini scatenando le preoccupazioni di quelle popolazioni e le ire dei relativi amministratori. Il fronte del ‘No’ ha anche incontrato al riguardo la presidente della Commissione Rifiuti della Regione Lazio, Laura Corrotti, a cui ha manifestato la necessità di un intervento nelle materie rientranti nelle competenze regionali: la tutela dell’acqua, l’applicazione della L. n.13/2019 “aree a elevato rischio di crisi ambientale” in relazione alla discarica di Roncigliano e chiesto di tornare a verificare lo stato della procedura di pre-infrazione aperta dalla Commissione europea in relazione alla gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio nel 2019. Un confronto c’è stato ance l’assessore Fabrizio Ghera (Ciclo dei rifiuti), a cui sono stati ribaditi i motivi di contrarietà al progetto e richiamata l’attenzione sulle questioni relative alla tutela idrica e al rischio di crisi ambientale in quel sito. Da una parte, quindi, c’è chi continua a contrastare il termovalorizzatore, dall’altra le parole sembrano presto trasformarsi in fatti: l’offerta di Acea è stata presentata, il comune di Roma ha avviato tutte le pratiche. E presto il cantiere dovrebbe aprire. L’impianto dovrebbe bruciare rifiuti da circa 600mila tonnellate annue di pattume urbano all’anno. E dovrebbe sorgere su un terreno di circa 10 ettari situato in località Santa Palomba, tra i due comuni di Albano Laziale ed Ardea, quindi all’estrema periferia di Roma sud, al confine con i Castelli Romani.
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