(di Dario Facci) I venti di crisi alla Regione Lazio segnano ore bollenti, tra trattative non facili con Forza Italia che ha strappato per forzare la mano a Rocca sul rimpasto e il dialogo con gli altri alleati i quali, stanti i rapporti non buoni anche a livello nazionale, puntano i piedi.
Che la situazione politica del centrodestra sia seria veramente lo attestano anche le dichiarazioni di Matteo Salvini in collegamento con la convention della Lega organizzata dall’assessore Pasquale Ciacciarelli. Il leader del Carroccio ha colto al volo l’occasione per stigmatizzare l’attacco del coordinatore di Forza Italia nel Lazio, Claudio Fazzone, sia per l’uscita dalla maggioranza di Frosinone (dove effettivamente i motivi sono apparsi da subito pretestuosi) come alla Regione Lazio dove le rivendicazioni sono di posti in giunta ma, soprattutto, a livello nazionale dove i rapporti tra Lega e Forza Italia sono ormai ai minimi termini e quasi quotidianamente volano gli stracci. Per quanto riguarda Forza Italia, inoltre, non si deve dimenticare che dopo l’estate si aprirà una fase congressuale estremamente delicata anche perché il tutto è condito dalle dichiarazioni dei Berluscones (in serie, prima Marina poi Pier Silvio) che nell’istante in cui descrivono il desiderio di un partito centrista e liberale che salga di nuovo nel gradimento delle masse italiane non nascondono il tramonto del dogma centrodestrista, laddove i diritti sociali non devono essere un discrimine ideologico e il dialogo con tutti è cosa lecita. Un orizzonte facilmente immaginabile nel momento in cui Forza Italia, pezzo importante del PPE è in sintonia con i Socialisti, il gruppo che vede anche il Partito Democratico, sui più importanti dossier europei, soprattutto quelli enormi come, per sempio, quelli afferenti alle politiche ecologiche, strettamente connesse con un’idea precisa di Green Deal ma non solo. Politiche che hanno ormai direttamente a che fare con la vita dei cittadini, anche quelli italiani, e che dunque vedono lo strabismo della coalizione di governo italiana sempre più accentuato su argomenti salienti e non più rinviabili. Insomma, il problema politico c’è e non solo nel Lazio, men che meno solo a Frosinone. Tra l’altro c’è una scadenza elettorale diventata importante: quella delle regionali del prossimo autunno che vedranno le urne aperte in Emilia Romagna, in Umbria e anche in Liguria. Se il centrodestra dovesse perderle il governo questa volta, dopo la batosta delle ultime amministrative, potrebbe risentirne parecchio.
