(di Roberta Pugliesi) “Ma quale assembramento? Ma quale strutture più accoglienti? Noi stiamo benissimo e abbiamo manifestato per esprimere vicinanza agli studenti che nel Bangladesh stanno manifestando contro la dittatura a costo della propria vita“. A parlare sono alcuni ragazzi di nazionalità bengalese ospitati presso la Cooperativa Sociale Solecuore che venerdì 18 luglio, dopo aver chiesto ai responsabili della cooperativa ed alla polizia di Stato il permesso, si sono riuniti per un sit-in pacifico in piazza Annunziata.
Sit-in che da qualcuno è stato erroneamente definito assembramento da altri motivato erroneamente. “Siamo andati dalla direttrice del progetto a chiedere l’autorizzazione per manifestare pacificamente contro quanto sta accadendo nel nostro Paese – raccontano -. La direttrice ci ha spiegato che per manifestare si devono richiedere le specifiche autorizzazioni e così ci siamo recati presso le forze dell’ordine e al comune”. L’autorizzazione è stata concessa per il giorno 26 luglio e i ragazzi dalla mattina si sono impegnati nel preparare cartelloni scritti nella loro lingua e in italiano per sottolineare la loro posizione contro le oppressioni del governo che ha ucciso più di 160 studenti. Ad oggi, il Governo ha istituito il coprifuoco, ha chiuso università e scuole così come le attività commerciali, l’accesso a Internet e ai Social Media è bloccato, interrotta la linea telefonica. L’impegno dei ragazzi nella organizzazione della manifestazione è stato notevole e ammirevole e sono stati supportati dalla stessa Cooperativa che era presente durante la manifestazione nelle persone degli operatori, del consiglio di amministrazione e del mediatore.
