Lazio – Carceri: “Condizioni di lavoro insostenibili per la Polizia Penitenziaria”. La denuncia della Fns Cisl

chiaro13
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I problemi sono noti e sono sempre gli stessi: la grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria negli istituti della regione Lazio; le frequenti rivolte – molte proprio in questi giorni -, solo per ricordarne alcune: sia nella casa circondariale di Regina Coeli, che in quella di Viterbo, che all’istituto minorile di “Casal del Marmo”; poi c’è il sovraffollamento con 1.314 detenuti in più rispetto al previsto. Un quadro descritto dal segretario generale della FNS Cisl Lazio, Massimo Costantino, che parla di “non poche difficoltà del sistema carcerario regionale”.

Non solo, la sigla sindacale segnala “importanti criticità all’organizzazione del lavoro, dovute alla cronica e grave carenza di personale” sia nel carcere di Frosinone, che in quello di Cassino, in quello di Rieti, a Rebibbia ed altri ancora. “In questi istituti – spiega Costantino – il personale espleta turnazioni non conformi al contratto per garantire i servizi essenziali, una sola unità deve farsi carico di più sezioni, piantonamenti oltre il limite previsto contrattualmente, turnazioni espletate h24”. Ancora: “Da quando apprendiamo oggi presso la Direzione della Casa Circondariale di Frosinone – dice il segretario – avviene pure il reimpiego di scorte NTP (traduzioni e piantonamenti, nda) per vari servizi e sedi della Regione con turnazioni in violazione al contratto”. Dalla FNS Cisl Lazio denunciano poi: “violazioni alle norme pattizie si registrano anche nei vari carceri. Solo per fare un esempio, nel carcere di Velletri, addirittura, si nega il diritto al personale di conoscere come è posizionato in graduatoria per gli interpelli interni, graduatorie mai pubblicate. Tanto che la Fns Cisl ha chiesto al Provveditore di attivare un Commissario ad Acta”. L’arrivo poi di nuovi e pochi agenti di Polizia Penitenziaria non riesce a coprire neanche i posti lasciati dai colleghi andati in pensione. “Questa – dice Costantino – è diventata un’ulteriore problematica, visti i già tanti problemi”. L’arrivo di nuovi agenti, tra l’latro, parrebbe non più garantito alla fine del mese corrente per alcune sedi che vedono coinvolta la Regione Lazio, perché, da quanto si apprende, è stato disposto un differimento a settembre 2024, da parte del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. “Sono note le condizioni oggettivamente difficili di chi opera nelle carceri – dice ancora il segretario generale – seppur espletando il proprio lavoro con spirito di servizio e abnegazione per garantire condizioni di sicurezza e rispetto della vita dei detenuti ma, purtroppo, sono meno note le condizioni lavorative in cui opera il personale, che non son certamente soddisfacenti ma diventate quotidianamente insostenibili. Del problema delle condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria – aggiunge – non se ne parla tanto: sono condizioni estreme che chiamano in causa l’intera organizzazione del sistema carcerario italiano, dato che di sistematico c’è ben poco. E c’è ben poco perché ciò che manca a coloro che devono controllare e dirigere la vita carceraria è la sicurezza del lavoro, mentre il benessere organizzativo appare come una chimera”. Per la Fns Cisl lazio occorrono provvedimenti eccezionali perché quelli già messi in campo dallo scorso anno con punte di nuove assunzioni – finalmente – mai viste prima in questi numeri, sono insufficienti ed inadeguati alla gravità della situazione. “Vi è la necessità di risolvere i problemi – conclude Costantino -. E quelli delle carceri, per la sicurezza del Paese, sono prioritari e quindi necessitano di misure eccezionali sulle strutture e sugli organici.
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