Sanità – Le Regioni ‘bocciano’ il decreto liste d’attesa del Governo, tutte tranne il Lazio che vota ‘Sì’. L’opposizione attacca Rocca

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(di Cesidio Vano) La Regione Lazio è stata l’unica a votare favorevolmente – in Conferenza delle regioni – al testo del decreto legge che il governo si appresterebbe a varare per ridurre le liste d’attesa nella sanità. Tutte le altre regioni, invece, hanno bocciato il provvedimento allo studio dell’esecutivo Meloni, lamentando che quanto proposto dal governo per risolvere il problema delle liste d’attesa non convince.

La conferenza delle regioni e delle province autonome ha così espresso a stragrande maggioranza parere negativo sul provvedimento, con la sola eccezione – come detto – del Lazio. A non convincere sono diversi aspetti del decreto, tra cui quanto previsto dall’articolo 2: l’introduzione, cioè, di un organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, con il compito di vigilare e svolgere verifiche presso aziende sanitarie locali e ospedaliere ed erogatori privati accreditati. Secondo le regioni che hanno espresso parere contrario, tale norma dovrebbe essere riscritta, perché così come redatta andrebbe a ledere il principio di leale collaborazione e presenterebbe dei profili di illegittimità costituzionale. Ma problema fondamentale sollevato da moltissime regioni è il fatto che non sono previsti stanziamenti economici sufficienti. I governatori, infatti, hanno sottolineato come, se si vuole davvero ridurre i tempi delle liste d’attesa, servono soprattutto più soldi e maggior personale. Dal punto di vista finanziario il timore è che non ci siano risorse sufficienti per garantire prestazioni aggiuntive o acquistarle da privati accreditati. Le regioni, inoltre, vorrebbero essere autorizzate a superare i tetti di spesa fissati in materia di personale assieme allo stanziamento di ulteriori risorse economiche e finanziarie per coprire il fabbisogno di personale degli enti del servizio sanitario nazionale determinato secondo standard uniformi e condivisi. Alessio D’Amato, consigliere regionale di Azione ed ex assessore regionale alla sanità nell’esecutivo Zingaretti, ha parlato di “Regione Lazio isolata” e chiesto al Governo il ritiro del decreto: “La Conferenza delle Regioni ha sollevato legittimamente forti dubbi sul decreto liste di attesa, per competenze e risorse – ha scritto D’amato -. Il Governo farebbe bene a ritirare il decreto per evitare inutili conflitti. È incomprensibile la posizione assunta dalla Regione Lazio, che risulta così totalmente isolata e ininfluente in sede di Conferenza delle Regioni”. Sul tema è intervenuta anche la consigliera regionale del Pd, Sara Battisti, che ha sototlineato come i governatori abbiano “respinto un decreto che non affronta i problemi cruciali della sanità: mancano, infatti, un piano assunzionale del personale mancante e un serio progetto di investimenti per un rafforzamento i servizi. Naturale che le Regioni abbiamo rispedito al mittente questa misura: peccato che l’unica voce stonata nella conferenza sia stata quella del Presidente del Lazio, Francesco Rocca, che ha preferito con il suo voto tentare di assecondare un decreto inutile per esclusivi calcoli politici, piuttosto che difendere gli interessi dei cittadini come hanno fatto i suoi colleghi, molti dei quali di centrodestra”.
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