Frosinone – Biodigestore, la Conferenza dei servizi archivia la pratica: carenze tecniche e amministrative. Esultano i comitati del ‘No’

chiaro13
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La Conferenza dei servizi, convocata per esaminare l’istanza di realizzazione di un biodigestore nei pressi del casello autostradale di Frosinone, ha archiviato la pratica riscontrando una serie di carenze documentali e tecniche. Esultano i comitati che da tempo si battono contro la realizzazione in quella zona di un impianto di raccolta e smaltimento dei rifiuti umidi: Comitato NO biodigestore Frosinone – Valle del Sacco; Comitato residenti Colleferro; Cittadini della Valle del Sacco Sgurgola – Anagni.

In una nota, gli stessi sodalizi scrivono: “È finita la farsa! Se fosse una partita di calcio, folle di tifosi sarebbero in strada per la straordinaria vittoria riportata oggi dai cittadini della Valle del Sacco nella Conferenza di servizi conclusiva sul progetto per la messa in esercizio di un biodigestore”. E spiegano: “Dopo poco più di un’ora la Conferenza si è conclusa con il parere non favorevole e l’archiviazione del procedimento da parte della Regione, che ha negato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto (PAUR) sulla base delle posizioni negative espresse da Amministrazioni, Enti e Autorità convocate”. L’archiviazione formalmente è stata motivata dalla mancata integrazione della documentazione richiesta alla società, nonostante la sollecitazione della Regione, sui risultati del piano di caratterizzazione, in quanto atto non derogabile, in un’area che ricade nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) da bonificare. Non è stata inoltre presentata dalla ditta interessata idonea documentazione relativa ad opere tecniche, idrauliche e manufatti di scarico di rilevanza provinciale, a tutela dell’inquinamento idrico. Dai comitati ricordano l’attività di contrasto svolta negli ultimi anni al riguardo, compreso un esposto presentato all’Anac ma sottolineano anche come “l’iter regionale si è rivelato discutibile in più passaggi, tra omissioni, rinvii e proroghe concesse al proponente, oltre i limiti di legge, per dargli modo di sopperire alle carenze progettuali e documentali”. E concludono: “Oggi non vinciamo solo una battaglia lunga ed estenuante per la difesa della Valle del Sacco e che abbiamo condotto fino alla fine, nonostante la sproporzione delle forze in campo. Abbiamo trovato molti muri di gomma, omertà, ambiguità, connivenze, indifferenza e superficialità, soprattutto nelle forze politiche e sociali del territorio. Abbiamo però ricevuto anche sostegno e fiducia in quanti hanno creduto che la battaglia andasse portata avanti e li ringraziamo per averci incoraggiato”.
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