Lazio – I cinghiali fanno litigare Coldiretti e Regione: “Un’emergenza lunga venti anni e ancora solo promesse!”

chiaro13
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I cinghiali fanno litigare Coldiretti e la Regione Lazio. Quello che fino a poco tempo fa sembra un idillio, tra la principale associazione di categoria italiana degli agricoltori e l’esecutivo regionale guidato dal governatore Francesco Rocca, oggi da tutti i segni di un imminente divorzio.

Motivo del contendere: i cinghiali, o meglio l’innaturale ed eccessiva presenza delle popolazione di ungulati in tutto il territorio della regione Lazio con danni immensi per le colture e per gli allevamenti suini sempre più spesso oggetto di infezioni da Psa (Peste suina africana) di cui i cinghiali sono un veicolo. E se da sempre la Giunta regionale ha annunciato e promesso di mettere tra le priorità dell’azione amministrativa quella di arginare l’invasione di cinghiali nelle campagne e (ahinoi!) nei centri abitati delle città, purtroppo stando al giudizio maturato da Coldiretti ha fatto solo quello: cioè annunci e promesse, mentre quei suini selvatici sono sempre là e qua e anche lì. Ad alzare i toni è il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, che ricorda come la propria associazione aveva “chiesto a gran voce un intervento risolutivo lo scorso 13 giugno al confronto organizzato da Coldiretti Lazio all’Auditorium Parco della Musica”. A fronte di ciò dalla Regione è giunta una risposta ritenuta debole e che, sicuramente, non ha risolto il problema. “Auspichiamo un intervento risolutivo per l’emergenza cinghiali, che da vent’anni non viene affrontata. Un’emergenza che continua quotidianamente a mettere a rischio prima di tutto la sicurezza dei cittadini, con incidenti anche mortali, come quello avvenuto a Roma il mese scorso, oltre a provocare ingenti danni all’agricoltura – dice David Granieri -. Esiste la possibilità di un adeguamento secondo la normativa nazionale nel rispetto della sicurezza. Un intervento da noi fortemente sollecitato – prosegue Granieri – e necessario per poter affrontare quella che è un’emergenza per agricoltori, che sono i primi a subirne danni di oltre dieci milioni di euro, diventati ormai insostenibili per le aziende agricole, ma anche per i cittadini e per prevenire la peste suina, che mette a rischio l’intera filiere suinicola”. Dalla Coldiretti, poi ricordano come da tempo, tra le proposte avanzate c’è quella di un osservatorio per poter monitorare la presenza ormai fuori controllo dei cinghiali. “Il mese scorso – ribadisce Granieri – un motociclista a Roma ha perso la vita a seguito si un impatto con un cinghiale e questo è inaccettabile. Numerosi sono, inoltre, gli incidenti stradali che si verificano sulle nostre strade, molti dei quali neanche vengono denunciati e non si contano più gli avvistamenti e le aggressioni ai residenti, che si ritrovano i cinghiali davanti casa, nei parchi pubblici o davanti alle scuole dei loro figli. Tra tre anni – conclude Granieri – faremo il punto sull’efficacia della legge e se ci saranno dei correttivi da apportare, si faranno. La cosa fondamentale ora è affrontare il problema in maniera risolutiva e in tempi rapidissimi”.
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