La truffa alle assicurazioni dietro il suicidio dell’avvocato Andrea Dini (nella foto)? È questo il sospetto degli investigatori a seguito dell’operazione della Stradale che si è conclusa con sette arresti e 48 indagati (leggi qui). Secondo quanto emerso dalle indagini proprio lo studio dell’avvocato Dini si sarebbe trasformato in una sede di quella che è stata poi definita “la fabbrica del falso”.
In quello studio sarebbero stati prodotti falsi certificati da produrre alle compagnie assicurative per poter ottenere il risarcimento dei danni. Talvolta sarebbero stati utilizzati i nominativi di persone che avevano già chiuso dei sinistri stradali. I collaboratori del legale suicida avrebbero assunto diversi ruoli a seconda del caso trattato. Potevano ‘trasformarsi’ in testimoni o periti assicurativi, oppure nell’ortopedico che stilava le certificazioni fittizie. Singolare è che, subito dopo il decesso del legale, alcuni ignoti ladri hanno fatto irruzione nella sua abitazione durante i funerali. Ma non avrebbero rubato nulla di significativo. Non è escluso che stessero cercando della documentazione “scottante”. Intanto, lunedì prossimo prenderanno il via gli interrogatori. Mar. Ming
