Torrice – Dopo dopo l’inchiesta sulle ‘cittadinanze facili’, il sindaco Santangeli si toglie diversi sassolini dalle scarpe

chiaro13
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Dopo le ultime vicende che hanno visto gli uffici anagrafe del Comune di Torrice e del Comune di Boville Ernica implicati in un inchiesta sul favoreggiamento della permanenza clandestina in Italia di numerosi cittadini brasiliani (leggi qui), il sindaco di Torrice Alfonso Santangeli (nella foto) si toglie più di un sassolino dalle scarpe, ricordando quante volte, in passato dai banchi dell’opposizione, aveva segnalato all’amministrazione allora incarica la necessità di intervenire sull’attività di quei servizi.

Il responsabile dell’anagrafe, proveniente dal comune di Boville, si è dimesso con l’arrivo dell’amministrazione Santangeli che ha contestato l’incompatibilità con il ruolo che rivestiva mentre l’attività d’indagine, condotta dalla squadra mobile della questura di Frosinone, ha svelato l’esistenza, dal 2017 sino alla data di insediamento dell’attuale consiglio comunale, dell’illecito sistema di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis dietro al pagamento di ingenti somme di denaro. In una lunga nota, Santangeli rivela anche che quando la sua amministrazione si è insediata, “ha scoperto che in alcuni monolocali del centro storico, risultavano residenti anche 20 persone contemporaneamente provenienti da località diverse e non unite da alcun vincolo di parentela. Questa situazione che fotografa in pieno il modo di amministrare di chi ci ha preceduto – dice il sindaco -, può rendere immediatamente l’idea dell’ambiente torbido con cui l’attuale maggioranza si è dovuta confrontare sia prima delle elezioni (vedasi vicenda dei brogli elettorali del 2018!), sia dopo, con le vicende delle cittadinanze facili, della toponomastica, dei debiti fuori controllo, del protocollo scomparso e di molto altro, le cui conseguenze stiamo ancora pagando”. Il dipendente coinvolto nell’inchiesta era inquadrato “in una categoria professionale alla quale non si potrebbero conferire responsabilità di gestione di servizi – dicono dalla lista di maggioranza Torrice c’è -. Nonostante ciò, a Torrice il dipendente in questione ha ricoperto per anni il ruolo di Responsabile apicale del delicato Ufficio Elettorale, quando all’interno del Comune vi erano dipendenti con qualifiche superiori in grado di assolvere questo ruolo. Perché affidarsi, dunque, allo stesso personaggio per anni che peraltro aveva gestito come sappiamo le elezioni del 2018 – si chiede il gruppo di governo cittadino -? Più volte, subito dopo le tristi vicende del 2018, il Sindaco Santangeli – ricordano da Torrice c’è – aveva invitato la precedente amministrazione a rimuovere dall’incarico questo dipendente”. Quindi l’augurio che l’autorità giudiziaria “possa ora capire che strada abbia preso il malloppo di 700 mila euro che sembrerebbe essere stato il guadagno per le operazioni illecite perpetrate anche ai danni del nostro comune”. Il sindaco Santangeli parla anche del danno causato al Comune: “Questa vicenda ha prodotto, appunto, gravissimi danni sia in termini di immagine al nostro Ente che alla comunità torriciana tutta, sia di mancate entrate per il Comune a causa dell’omesso versamento dei contributi/oneri consolari alle casse dell’Ente che avranno anche dei risvolti sui bilanci. Chi dobbiamo ringraziare ancora una volta per tutto questo? C’è solo da vergognarsi… l’Amministrazione Santangeli tutelerà l’immagine e gli interessi dei cittadini di Torrice in tutte le sedi all’uopo deputate. È essenziale che la comunità rimanga vigile e che tutti coloro che hanno abusato della loro posizione vengano chiamati a rispondere delle loro azioni anche in questa vicenda”.
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