Delitto Mollicone – Oggi le difese giocano le ultime carte. Poi la sentenza il 12 luglio

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Processo Mollicone: è l’ora della difesa per la famiglia Mottola. Questa mattina davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma gli avvocati difensori concluderanno le loro arringhe. In questo contesto porteranno avanti le loro ultime mosse difensive per chiedere l’assoluzione per Franco e Marco Mottola e Anna Maria Mottola, già assolti in primo grado.

La pubblica accusa ha già calato i suoi assi: l’ultimo avvistamento della diciottenne nei pressi della caserma, la dichiarazione di Santino Tuzi sull’ingresso sempre della caserma e la porta come ‘arma’ del delitto: le micro tracce di legno trovate nei capelli della giovane dimostrerebbero che la ragazza era presente in quell’alloggio. Pugno duro del pubblico ministero, che ha chiesto 24 anni per l’ex maresciallo; 22 anni ciascuno per la moglie e il figlio. Dal canto suo l’avvocato difensore, Enrico Meta, ha dichiarato che nei confronti di Franco Mottola e della sua famiglia la macchina del fango ha lavorato alacremente facendo vivere i suoi assistiti nell’inferno pur essendo consapevoli di essere innocenti. Lo stesso giorno dell’assoluzione in primo grado sarebbero stati oggetto di una aggressione. Sulla stessa lunghezza d’onda il portavoce del pool difensivo, Carmelo Lavorino, il quale ha rimarcato il valore della prova scientifica: “La logica investigativa e la freddezza analitica dimostrano che la famiglia Mottola è innocente” ha dichiarato il criminologo. Secondo la difesa c’è un’incongruenza di altezza tra il segno di rottura trovato sulla porta dell’alloggio e la statura della ragazza, dunque quella porta non sarebbe stata l’arma del delitto. La sentenza come già detto più volte è prevista per il prossimo 12 luglio. Mar. Ming.
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