L’omicidio di Serena Mollicone fa pensare molto a quello di Marco Vannini, lasciato morire dall’intera famiglia. A fare questa similitudine, nel corso della requisitoria, è il sostituto procuratore generale Deborah Landolfi. Secondo il magistrato gli imputati Franco e Marco Mottola e la moglie Annamaria non avrebbero fatto nulla per salvare Serena, anzi si sarebbero coperti tra loro.
Gli imputati avrebbero avuto l’obbligo di intervenire. Invece, secondo la tesi dell’accusa, avrebbero lasciato morire la ragazza. Ciò per mettere al riparo il figlio Marco Mottola da ogni responsabilità ed evitare così conseguenze penali. Non la pensa cosi il legale difensore Enrico Meta il quale ha sostenuto che non ci sarebbero prove, quindi i suoi assistiti debbono essere assolti. Si torna in aula domani 4 luglio. La sentenza è prevista per il prossimo 12 luglio. Mar. Ming.
