“Basta ambulanze prese a noleggio dai privati, altrimenti saremo costretti ad intervenire”. L’Autorità nazionale Anticorruzione dà l’ultimatum all’Ares 118 e alla Regione Lazio. I chiarimenti, richiesti in merito alle continue proroghe (per sei anni) alle stesse ditte private per la fornitura di ambulanze e del servizio di soccorso, non hanno convinto gli uomini dell’Anac.
L’Ares 118 ha elencato diverse ragioni che avrebbero impedito in questi anni di svolgere una gara regolare e avrebbero invece costretto l’azienda, che si occupa dell’emergenza nel Lazio, a rinnovare per anni gli stessi contratti – tanto che a fronte di una spesa di 64 milioni inizialmente pattuita, le ditte interessate ne hanno intascati quasi 263 milioni -. Le giustificazioni vanno dall’estrema urgenza per non interrompere il servizio, alla carenza di personale proprio, a problemi organizzativi. Motivi e ragioni che però l’Anticorruzione – come riporta Repubblica.it – ha respinto al mittente, contestando le decisioni prese dall’Ares sia sotto la consiliatura guidata da Nicola Zingaretti che l’attuale guidata da Francesco Rocca. L’Anticorruzione ha ritenuto le proroghe “prive di congrua motivazione e concesse in violazione dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità” ed ha avvisato che: “La reiterazione delle violazioni potrebbe dar luogo all’attivazione dei poteri dell’Autorità”. Insomma, l’emergenza sanitaria è in piena emergenza e la gestione finora è stata affidata in larga parte a società private, lamentando scarsezza di ambulanze ‘pubbliche’ e del relativo personale, affidamenti che sono stati prorogati anno dopo anno sempre agli stessi soggetti, che in realtà fanno poi capo ad un medesimo raggruppamento di imprese operanti nel settore del soccorso. Cesidio Vano
