(di Cesidio Vano) Dopo il tragico episodio della morte di Satnam Singh, il bracciante agricolo che dopo aver subito l’amputazione di un arto mentre era impegnato nei lavori nei campi del Pontino, invece di essere soccorso, è stato riportato e abbandonato davanti casa, la consigliera regionale del Pd, Marta Bonafoni, ha depositato in Consiglio regionale un’interrogazione a risposta immediata, con cui chiede al governatore del Lazio, Francesco Rocca, di conoscere le iniziative promosse dalla Regione in materia di campagne informative sulle problematiche relative all’economia sommersa, allo scambio di informazioni con gli organi che svolgono compiti di vigilanza e controllo, le attività promosse per il monitoraggio dei fondi nel settore agricolo.
L’esponente del Pd ricorda che, in base ai dati diffusi dall’Ispettorato nazionale del lavoro su accertamenti e verifiche condotte nel corso del 2023 nel settore agricolo della Regione Lazio “emerge un quadro desolante circa l’esiguità dei controlli e i relativi risultati; secondo tale quadro, su 8.222 ispezioni e totale accessi per settore produttivo, solamente 222 riguardano il settore agricolo, con un relativo tasso di irregolarità del 64,5%”. La consigliera sottolinea come la quasi totalità delle infrazioni riscontrate riguarda la fattispecie di caporalato e altre forme di sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori, mentre “le altre inosservanze sono costituite da casi di lavoro nero o mancanza di condizioni atte a garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. A rendere più allarmate la situazione è anche una recente indagine del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale di Frosinone, in seguito alla quale – come noto – un dirigente della Regione Lazio è stato sospeso dal servizio “per un’ipotesi di corruzione in relazione alla gestione dei Fondi europei destinati alle aziende agricole – scrive la Bonafoni -; un altro filone della medesima indagine vede indagato un parlamentare nazionale per corruzione impropria; da tale indagine risulterebbe anche che i braccianti sarebbero stati costretti a compiere “saluti romani” di fronte al busto o effige di Mussolini presente in alcune aziende agricole”. Infine, la consigliere Bonafoni richiama l’ultimo grave incidente mortale: “È notizia di queste ore il gravissimo incidente sul lavoro occorso ad un addetto al taglio del fieno di nazionalità indiana, in località Borgo Bainsizza, che dopo aver perso un arto, ed invece di essere prontamente e debitamente soccorso, è stato “scaricato” in strada”. Il settore dell’agroalimentare è sicuramente interessato da numerosi e rilevanti interessi economici ed accanto ad un’imprenditoria sana ed onesta è presente “un sottobosco fatto di malaffare e collusioni con una parte della pubblica amministrazione che rappresenta il brodo di coltura ideale per il caporalato e lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori – denuncia l’esponente Dem -; la mancanza od esiguità di controlli e prevenzione rappresenta l’anticamera di situazioni di illegalità, che prosperano proprio a causa della scarsa attenzione riservata ad alcuni fenomeni”. Per tutte queste ragioni, nel denunciare la gravissima situazione legata la caporalato nel Lazio e richiamare così l’attenzione dei vertici della Regione, la consigliera chiede a governatore, giunta e assessore al Lavoro di illustrare cosa si stia facendo in concreto per contrastare il fenomeno.
