Madonna di Trevignano – La veggente Gisella indagata per truffa dopo le dichiarazioni di un seguace pentito, denunciato da lei per diffamazione

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Negli anni passati, fervente seguace della veggente Gisella Cardia (all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla), ha donato ben 123.000 euro all’associazione Madonna di Trevignano, che fa capo al marito della Cardia. Ora, ritenendo di essere stato raggirato, ha denunciato per truffa la stessa veggente e responsabile dell’associazione, che sono così finiti iscritti nel registro degli indagati della procura di Civitavecchia.

Lui, il devoto pentito, è Luigi Avella, 70enne, ex funzionario del ministero dell’Economia: grande amico per anni di Gisella (per lei, anzi lui era “quasi un padre” visto che l’aveva anche accompagnata all’altare in occasione del matrimonio) Avella è stato tra i primi seguaci e sostenitori della veggente, ma oggi – dopo aver preso le distanze dal movimento religioso che si riunisce sul lago di Bracciano e aver inutilmente richiesto a più riprese che gli venissero restituiti i propri soldi – ha deciso di chiedere l’intervento della magistratura. Ma lo stesso Avella risulta indagato per diffamazione – sempre dalla procura di Civitavecchia – dopo che la veggente e il suo compagno, lo hanno denunciato a causa delle frasi ritenute offensive che lo stesso ex seguace pubblicherebbe quotidianamente sui sui profili social accusando i due di avergli sottratto con l’inganno e in un momento di debolezza psicologia l’ingente somma donata. I fascicoli aperti dalla Procura – atti dovuti in casi (come il presente) quando vengono presentate denunce-querela – dovranno ora servire a fare chiarezza sulla vicenda. La notizia dell’iscrizione dei due coniugi nel registro degli indagati per truffa è stata data, mercoledì 12 giugno, durante la trasmissione Mattino Cinque su Canale5. Ma i legali della veggente hanno precisato che al momento a Gisella e al marito “non è ancora stato notificato nulla”. Indiscrezioni giornalistiche, inoltre, annunciano che Avella non sarebbe l’unico ad aver varcato il portone della Procura per segnalare quanto subito da veggente e sodali. Nelle sue apparizioni televisive, Luigi Avella ha raccontato pubblicamente di essersi fidato erroneamente di Gisella, e che, dopo aver capito che quanto lei raccontava era falso, ha deciso di parlare, denunciare e rientrare anche in possesso dei suoi soldi – offerti spontaneamente all’associazione della santona – 123 mila euro, dei quali 30 mila direttamente nelle mani del marito della veggente, Gianni Cardia. Avella ha sempre spiegato che aveva donato quei soldi per fare degli acquisti, ma di essersi reso conto poi che venivano utilizzati per altre cose: “Quando ho scoperto che qualcosa non andava – ha detto – mi sono tirato indietro”. In merito a queste vicende, questa mattina, sulla pagina social dell’associazione Madonna di Trevignano Romano, è stata rilasciata questa dichiarazione: “Fratelli e sorelle buongiorno, vi inoltro questo messaggio di Gisella: ‘Carissimi tutti, vorrei darvi notizie sulla situazione incresciosa che si è venuta a creare. Quest’ ultima notizia è assolutamente falsa, non abbiamo ricevuto nessun avviso di garanzia, lo hanno dichiarato anche l’avvocato Marazzita e l’avvocato Marchignoli, nostri legali, ma i titoli e le notizie dicono il contrario. Voglio anche chiarire che non sono assolutamente scappata da nessuna parte. Mi dispiace dire che le informazioni sono falsate, da giornali senza scrupoli . Continuiamo ad essere uniti nella preghiera e che Dio perdoni coloro che mentono sapendo di mentire, solo per il gusto di mettere noi in cattiva luce. Siamo certi che la verità farà il suo corso, abbiamo fiducia prima nella giustizia divina e poi in quella terrena. Un accanimento e una persecuzione senza precedenti, per far comodo a chi? Questa è una domanda, che forse non avrà mai una risposta. Vi ringraziamo per le vostre preghiere, per il vostro affetto e sostegno. Gisella e Gianni”.
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