(di Cesidio Vano) Falsi incidenti stradali e certificati medici rilasciati da professionisti compiacenti. Erano questi gli ‘ingredienti’ della truffa che una banda specializzata ha messo in atto tra le province di Frosinone e Roma, per raggirare le assicurazioni.
In ventuno, tra ideatori, prestanome, medici e periti assicurativi, sono finiti sotto inchiesta da parte della Polizia di Colleferro, coordinata dalla Procura di Velletri, che ha scoperto il sistema messo su per frodare le compagnie. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alla frode assicurativa e il falso ideologico in atti pubblici. Menti del raggiro, due due uomini: il titolare di un’agenzia assicurativa e un commerciante, già noto alle forze dell’ordine. I due riuscivano a procurarsi autovetture in pessime condizioni e prossime alla rottamazione, con le quali simulavano sinistri stradali, creando dinamiche compatibili a giustificare i danni preesistenti sui veicoli. L’inchiesta è scattata nel 2023, dopo che una compagnia assicurativa, mangiando la foglia, sporge denuncia per un sinistro stradale, che sospetta non essere mai avvenuto. Gli agenti del Commissariato di Colleferro (gli indagati sono residenti anche nei comuni limitrofi al centro colleferrino) hanno svolto un anno di indagini per scoprire tutti i ‘trucchi’ utilizzati dalla banda che redigeva dei modelli Cai (Contestazione amichevole di incidente) denunciando alle assicurazioni e intascando i relativi indennizzi per sinistri che però non erano mai accaduti. Il tutto era possibile anche (e soprattutto) grazie alla compiacenza di medici e studi di periti, che attestavano traumi e danni. Spesso, inoltre, i truffatori si limitavano a recarsi presso il pronto soccorso, dichiarando di aver fatto l’incidente e di aver sbattuto la testa per avere un referto e i primi giorni di prognosi. Poi, i finti malati dichiaravano di avvertire vertigini e parestesie (alterata percezione degli stimoli sensitivi), sintomi difficilmente riscontrabili e che permettevano loro di avere ulteriori giorni di malattia. I medici compiacenti facevano il resto del lavoro, certificando il prolungarsi dei malesseri fino al massimo consentito (tre mesi). Durante la visita medico legale si aspettava di trovare un sodale della banda e il gioco era fatto. Si potevano intascare così dalle assicurazioni dai 2 mila euro fino a decine di migliaia di euro. Ad organizzare l’illecita attività due uomini, di cui uno titolare di un’agenzia assicurativa e l’altro un commerciante già noto alle forze dell’ordine. Il modus operandi, oramai già consolidato, consisteva nel procurare autovetture in pessime condizioni e prossime alla rottamazione, con le quali si simulavano sinistri stradali, creando dinamiche compatibili a giustificare i danni preesistenti sui veicoli. La Polizia Stradale ha attenzionato una quindicina di sinistri stradali avvenuti a Colleferro e comuni vicini, scoprendo che gli attori degli incidenti era quasi sempre gli stessi e rivestivano, di volta in volta, ruoli diversi nelle varie circostanze. Si tratta di persone disposte a fornire dichiarare che erano alla guida delle auto incidentate e sottoscrivere le constatazioni amichevoli, ottenendo solo una piccola parte dei risarcimenti poi erogati dalle assicurazioni, mentre la maggior parte del bottino veniva diviso tra i due ideatori della truffa.
