Cassinate – Un deposito temporaneo di scorie radioattive a Sessa Aurunca entro il 2026. Ecco l’annuncio della Sogin

Cesidio Vano
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In attesa che il Governo e autorità preposte riescano a districare il rebus del collocamento del deposito nazionale (che nessuno vuole) di scorie nucleari (la struttura unica in Italia che dovrebbe ospitare tutti i rifiuti nucleari derivanti dallo smantellamento delle vecchie centrali e dalle attività industriali, di ricerca e di medicina), un deposito temporaneo nasce a Sessa Aurunca, provincia di Caserta, a confine con il Cassinate.

La Sogin, ovvero la società di Stato responsabile del ‘decommissioning’ (tradotto: smantellamento) degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, ha fatto sapere che nella centrale del Garigliano, che sorge appunto nel Comune di Sessa Aurunca, è entrata nel vivo la fase dei lavori di costruzione del “nuovo deposito temporaneo DT2”, con la realizzazione della soletta di fondazione della nuova struttura. “Il nuovo deposito temporaneo – spiegano dalla Sogin – servirà ad ospitare in sicurezza circa 1.800 metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media attività provenienti esclusivamente dalle attività di smantellamento della centrale campana e, in particolare, dai lavori di smantellamento dei sistemi e componenti all’interno dell’edificio reattore, iniziati nel dicembre scorso, in vista del loro successivo conferimento al Deposito Nazionale, una volta disponibile”. La struttura è progettata secondo i migliori standard internazionali ed avrà pianta rettangolare di 70 metri per 18 e un’altezza di 13 metri, con una volumetria complessiva di circa 16.500 metri cubi. “Tale cubatura – spiegano sempre dalla società di Stato – sarà comprensiva di un’area operativa di movimentazione, di un corpo servizi funzionale all’esercizio del deposito e di un’area di stoccaggio dotata, fra l’altro, di un carroponte per la movimentazione in remoto dei contenitori di rifiuti radioattivi, nella quale saranno presenti anche dei corridoi per l’ispezionabilità degli stessi”. Il crono-programma dei lavori prevede l’ultimazione delle opere civili entro giugno del prossimo anno (2025) e la successiva messa in esercizio del deposito, al termine dei collaudi, entro il primo semestre 2026. Per la Sogin “si tratta di un risultato significativo per l’avanzamento del programma di dismissione e di gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi del sito, che permetterà di portare a termine lo smantellamento dei sistemi e dei componenti dell’edificio reattore della centrale”. Cesidio Vano
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