Lazio – Troppe ricette per gastroprotettori e analgesici. La Regione: “Non ci sono soldi” e ‘convoca’ 5.400 medici di base

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Una notizia che, a leggerla, potrebbe anche far venire la ‘gastrite’: il problema è che poi non te la puoi nemmeno curare. Per la Regione Lazio sono troppe, infatti, prescrizioni mediche rilasciate per gastroprotettori, analgesici e eparine, omega 3, vitamina D e farmaci respiratori: la spesa sanitaria non regge il colpo e dalla Pisana hanno richiamato tutti i medici di famiglia a diminuire le dosi. È necessario tagliare la spesa farmaceutica per queste voci e pazienza se qualcuno sta male.

La Direzione Regionale della Sanità del Lazio, guidata da Andrea Urbani, con una direttiva ha dato disposizioni alle Asl del Lazio ha convocare gli oltre 5.400 medici di famiglia “per chiedere conto – come riferisce il sito Affaritaliani.it – dell’eccessivo numero di ricette emesse per gli assistiti per gastroprotettori, analgesici e eparine, e quindi inibitori di pompa protonica (omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo), omega 3, vitamina D e farmaci respiratori (inalatori)”. La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) ha spiegato: “Le Asl della Regione Lazio stanno convocando i medici, chiamati a giustificare ‘troppe’ ricette per gastroprotettori, analgesici, eparine rispetto alla media ma il contraddittorio si svolge fuori dei meccanismi presenti dagli accordi regionali, che prevedono dal 2001 le Commissioni per l’Appropriatezza Prescrittiva Interdistrettuali, paritetiche”. In vari ambulatori del Lazio, inoltre, alcuni medici avrebbero già collocato dei cartelli informativi rivolti ai pazienti, con cui si avverte che “La Asl sta convocando singolarmente tutti i medici per conto della Regione Lazio in merito ai controlli sulle prescrizioni di alcune classi di farmaci, la cui rimborsabilità è stata limitata sia dal punto di vista temporale che per categorie specifiche di pazienti”. Insomma, pare di capire che i farmaci in questione resteranno gratuiti (mutuabili) solo per i pazienti che soddisfaranno alcuni criteri e per periodi limitati di tempo in alcuni casi. Per tutti gli altri il farmaco è si disponibile ma a pagamento. Le convocazioni già avvenute negli ultimi mesi avrebbero sì prodotto una riduzione di spesa ma in termini molto limitati. Sempre la federazione de medici denuncia che la pressione “diretta e personale” su ogni singolo medico sta generando “disorientamento e confusione, specie tra i più giovani entrati da poco in servizio. La Fimmg ricorda che il medico ha l’obbligo di prescrivere in scienza e coscienza e appropriatezza, e il farmacista invece ha il controllo della dispensazione. L’associazione guidata da Giovanni Cirilli ritiene inoltre “cruciale la collaborazione tra medico e farmacista per ottimizzare la terapia farmacologica e garantire la sicurezza del paziente”. Sotto accusa il sistema utilizzato per monitorare la prescrizione dei farmaci che terrebbe conto del numero delle confezioni ritirate in farmacia ma della reale attività prescrittiva del medico e tanto meno del reale contesto clinico e sociale del paziente, né del peso della prescrizione indotta da parte di specialisti pubblici e privati. Sempre il sito Affaritaliani.it ricorda che “nel 2023 i conti della Regione hanno registrato un disavanzo di 210 milioni sulla farmaceutica, uno scostamento di circa l’11% in più sulla media delle altre regioni. Che non sarebbe colpa dei medici del territorio. Fimmg Lazio sottolinea come gli ospedali spesso non prescrivano sulla ricetta dematerializzata men che meno i privati accreditati né forniscano ai pazienti dimessi i farmaci, e a volte poco sappiano persino delle norme che regolano la prescrizione dei farmaci in regime di concedibilità. Tuttavia, le convocazioni sembrano identificare i medici di base “come unici responsabili della spesa farmaceutica convenzionata”.
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