(di Dario Facci) Il giorno dopo le riunioni al Mimit su Stellantis registra delle sensazioni differenti tra i soggetti protagonisti e, in alcuni casi, contrapposte. La faccenda è molto delicata per l’economia del Lazio e in particolare per le provincie del Lazio meridionale dov’è collocato lo stabilimento Cassino Plant di Stellantis e il grosso del vasto indotto.
Ebbene il guru di Stellantis Tavares prima e i rappresentanti della holding in sede di riunione ministeriale convocata dal ministro Urso hanno confermato quel che già era stato detto mesi fa. Per quanto riguarda Cassino, dove si producono Alfa (Stelvio e Giulia) e Maserati (Grecale), si continueranno a costruire Alfa e Maserati. Ci sarà un’evoluzione, cioè quella della svolta elettrica che dovrebbe vedere Cassino Plant tra gli stabilimenti protagonisti in Europa perché qui si fanno modelli di fascia medio-alta e alta e l’elettrico europeo (purtroppo) finora è solo per ricchi. Inoltre, a questi tre modelli già presenti (seppur con le dovute evoluzioni) se ne dovrebbe aggiungere un altro. Questo quarto modello però non ha al momento un volto o un nome sicuri. Si tratterà per caso del progetto Alfa Romeo Brennero? (a proposito che fine ha fatto?). La buona notizia, che ha fatto anche registrare il buon umore del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e della vice presidente, Roberta Angelilli che sul fronte dell’automotive è giustamente molto impegnata, è che Stellantis non ha detto che vuole dismettere. Lo diciamo perché il sospetto di molti, sindacati in primis, è stato per diverso tempo proprio questo, constatata la progressiva diminuzione degli occupati e l’ormai acclarata verità della perdita di leaderschip italiana sui marchi assorbiti dalla grande mamma di passaporto transalpino. Meno sorridenti sono apparsi però i sindacalisti i quali non hanno avuto le sperate rassicurazioni sull’occupazione, cioè quella che a loro preme. I modelli annunciati a Cassino sono quelli che già cui stanno, al netto ovviamente dell’innovazione elettrica sugli stessi e il mercato dell’auto elettrica non è che prometta proprio benissimo… anzi, lo scotto della batosta tedesca una volta diminuiti gli incentivi fa preoccupare molti. Inoltre il costo molto alto dei modelli elettrici, l’andamento non positivo della crescita del mercato di settore e il deperimento velocissimo del valore delle auto elettriche le cui batterie diventano obsolete in men che non si dica per l’introduzione sul mercato di modelli sempre più leggeri e (obbligatoriamente) più veloci nella ricarica, non giova di certo a una prospettiva rosea nelle vendite anche nell’immediato futuro. Insomma se è arrivata la conferma del piano produttivo dai vertici Stellantis non è possibile al momento quantificare la tenuta dell’occupazione, figuriamoci una sua ripresa e il fatto preoccupa.
