Con una votazione unanime, che ha visto compatti i gruppi di maggioranza e di opposizione, ieri il Consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione con cui si rigetta qualsiasi ipotesi di collocare nel Lazio il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Come abbiamo avuto modo di ricordare già più volte, la Carta nazionale dei siti idonei ad ospitare la struttura invidua in tutto 51 località, di cui ben 21 ricadono nella nostra regione e precisamente nella provincia di Viterbo.
L’emiciclo della Pisana si è espresso unanime sulla mozione presentata, quali primi firmatari, dai consiglieri Caludio Marotta (Verdi e Sinistra), Enrico Panunzi (Pd) e Valerio Novelli (M5S). “La Giunta Rocca – ricordano inoltre dalla Regione – ha già espresso contrarietà e si è mossa concretamente, costituendosi di fronte al Tar e chiedendo l’annullamento della Carta nazionale delle aree idonee, pubblicata il 13 dicembre scorso”. La mozione impegna il Presidente della Regione Lazio a porre in essere “ogni iniziativa utile finalizzata a scongiurare la realizzazione del Parco Tecnologico e del Deposito Nazionale, destinato allo stoccaggio di rifiuti radioattivi a bassa e media e alta intensità, in una delle 21 aree idonee individuate nel territorio della Regione Lazio, nel rispetto delle scelte delle comunità locali, del diritto alla autodeterminazione e della salvaguardia dei territori dell’ambiente e dell’economia locale”. “Non è sostenibile che un territorio ricco di risorse agroalimentari, ambientali e paesaggistiche di altissimo pregio possa farsi carico di scelte così fortemente impattanti, nel momento stesso in cui la Regione è impegnata a liberare la città di Viterbo dalla servitù in materia di rifiuti che la vede costretta da anni a farsi carico di smaltire l’immondizia di tutto il Lazio nei propri impianti” hanno commentato dopo il voto dell’aula il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione, Daniele Sabatini, e il consigliere regionale Giulio Menegali Zelli, aggiungendo che “fortunatamente, da parte del Governo Meloni è stata ribadita la volontà di una scelta condivisa, che parta dalla disponibilità dei Comuni inseriti nella mappa e tenga conto del parere delle comunità locali. Non ci saranno dunque imposizioni o scelte calate dall’alto. Oggi – concludono – abbiamo lanciato un altro importante segnale dimostrando come la politica, a tutti i livelli e con una sola voce, è determinata a preservare la Tuscia da scelte che non farebbero che pregiudicare il futuro del territorio fondato su ben altre ed ambiziose prospettive”. Cesidio Vano
