(di Dario Facci) Una situazione paradossale quella che si sta registrando a Boville Ernica. Il gruppo consiliare “Per Boville”, composto da quatto esponenti e, pertanto, con il potere numerico di mettere in minoranza il sindaco, lo ha di fatto sfiduciato. Nonostante ciò nella cittadina ernica tutto sembra procedere come niente fosse sotto il punto di vista amministrativo, tant’è vero che il primo cittadino avrebbe approvato un paio di delibere di Giunta.
La situazione, estremamente seria perché il gruppo consiliare di cui sopra, costituito dall’ex vice sindaco Benvenuto Fabrizi, da Martina Bocconi, Anna Verrelli e Luana Zilli, non ha approvato il resoconto del 2023. Con il bilancio non approvato alla Prefettura di Frosinone non resta, trascorso il termine di tempo per risistemare la cose, che sciogliere il Consiglio Comunale e istituire una gestione commissariale del Comune per traghettarlo a nuove elezioni. Intanto il sindaco Enzo Perciballi fa orecchie da mercante, nomina due nuovi assessori (di cui uno esterno) e si comporta come se potesse puntellare la sua maggioranza da un momento all’altro. I consiglieri che lo hanno posto in minoranza, dal canto loro, invocano le sue dimissioni “per dignità” prima che intervenga la Prefettura a dichiarare il tutti a casa. Anzi, per spiegare meglio la loro posizione, i consiglieri di “Per Boville” hanno convocato una conferenza stampa per il prossimo 24 maggio (una data esiziale per iniziare una guerra, peccato che a Boville non ci sia il Piave). Intanto la cittadina attende la sua sorte. Vien da chiedersi: i consiglieri di “Per Boville” sono proprio sicuri che il sindaco non abbia la possibilità di creare una nuova maggioranza? Non si comprenderebbe altrimenti effettivamente perché insista a restare in sella. L’altra domanda è: lo strumento per mettere la parola fine prima dell’intervento del Prefetto c’è. La raccolta di firme e il bollo di un notaio. Perché la maggioranza ormai all’opposizione non procede? Si converrà infatti che è piuttosto sui generis la storia del sindaco che opera un rimpasto con la minoranza.
