Oggi, lunedì 20 maggio, si apriranno le buste per assegnare l’appalto della costruzione del Termovalorizzatore di Roma a Santa Palomba. Sabato, infatti, si è chiuso l’apposito bando varato dal Comune di Roma per la costruzione dell’opera.
Si tratta di un bando europeo, ma finora a manifestare interesse per la realizzazione del mega impianto è stata solo una cordata di imprese che vede in prima linea la stessa controllata del Comune Acea Spa. Con la multiutility in campo sono scesi anche Hitachi Zosen Inova Vianini Lavori e Suez. Acea ha sempre sottolineato come, la possibilità di realizzare l’impianto rappresenta per il gruppo l’opportunità “di consolidare la propria posizione di player nazionale nel settore ambientale ad alto contenuto tecnologico e, in particolare, di rafforzare la propria leadership nel settore in Centro Italia”. Come riferisce anche il Corriere della Sera, il progetto pensato da Acea “sarà costituto da due forni, ciascuno della capacità di 300mila tonnellate l’anno” per “un investimento che sfiora il miliardo per realizzare l’impianto nell’area acquisita da Ama in zona Santa Palomba”. L’obiettivo è farlo entrare in funzione tra il 2026 e il 2027. Per l’esattezza l’investimento è stimato in 946,1 milioni di euro: quasi 820 milioni sono destinati ai lavori, 26,4 milioni circa è l’ammontare dei costi per la sicurezza e più di 153,3 milioni saranno allocati per la manodopera. Una volta entrato in funzione, l’Ati (Associazione temporanea d’imprese) guidata da Acea avrà in concessione per 33 anni e 5 mesi l’impianto. L’intera operazione – tenuto conto di tutti i costi e le entrate durante la durata della concessione, vale circa 7,4 miliardi di euro. Il termovalorizzatore avrà una potenza energetica di 67,6 Megawatt al netto dell’autoconsumo, equivalente al fabbisogno energetico di 200.000 famiglie. L’impianto per la cattura della Co2 consentirà di andare oltre l’obiettivo dell’abbattimento del 90% delle emissioni indicato nel piano rifiuti di Roma. Cesidio Vano
