Morso da un cane fa causa al comune di Alvito e alla Asl di Frosinone per ottenere il risarcimento dei danni. L’episodio risale ad diversi mesi fa, esattamente ad ottobre 2023.
Vittima un ciclista che percorreva Corso Mario Equicola, provenendo da Sora e con direzione San Donato Val di Comino. Ad un certo punto, secondo quanto il malcapitato ha denunciato al giudice, sarebbe stato “azzannato al polpaccio sinistro” da un grosso cane presuntivamente randagio che sarebbe “sbucava dal margine destro della carreggiata”. L’uomo non avrebbe chiesto al momento l’intervento delle forze dell’ordine ma solo in un secondo tempo ha segnalato l’episodio al Comune e chiesto, in via bonaria un risarcimento, per le conseguenze fisico-sanitarie dovute a quel morso. Poi, davanti alla riottosità del municipio a riconoscere alcunché si è rivolto al Giudice di Pace per vedersi riconosciute le proprie ragioni. Da parte sua, il Comune non ritiene che vi siano i presupposti per accogliere la richiesta del ciclista e che anzi siano “insussistenti” le ragioni da questi addotte. Lo scorso 3 maggio, allora – dopo aver ricevuto la citazione davanti al giudice di pace di Sora – la Giunta comunale ha autorizzato la costituzione dell’ente in giudizio e il sindaco a firmare la procura ad un avvocato di fiducia per resistere alle istanze del ricorrente. L’incarico legale per la difesa del comune è stato conferito alla dottoressa Leda Socci di Settefrati per una spesa preventivata di poco più di 1.500 euro. Da parte sua, invece, il ciclista azzannato ha chiesto, in solido tra loro, al Comune di Alvito e all’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, un ristoro per 4.783,00 euro. Va detto, che la strada in cui sarebbe avvenuta l’aggressione da parte dell’animale, è effettivamente frequentata da un branco di cani randagi, anche a causa della presenza di alcuni residenti che, mattina e sera, forniscono da mangiare agli animali proprio in strada (tra l’altro in un punto in cui insiste una pericolosa curva, tanto che più di una volta, purtroppo, alcuni cani sono rimasti anche investiti per colpa della scarsa visibilità). La facilità di reperire lì un “pasto” sempre disponibile ha fatto sì che i cani si concentrassero in quella zona – ovvero in mezzo a una strada del centro -, ritenendola quasi casa loro (tanto che sono puntualmente immortalati anche dalle telecamere di Google street view, per chi avesse dubbi) e stazionandovi stabilmente, pur rappresentando un pericolo per i passanti – e il caso del ciclista docet – e per loro stessi. Cesidio Vano
