(di Cesidio Vano) Niente Tv, computer e smartphone, ma solo il venerdì, se si vuol ottenere “la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati” nel corso dell’anno giubilare 2025.
C’è anche questa prescrizione nell’elenco delle norme da seguire per ottenere l’indulgenza plenaria a partire dal prossimo 24 dicembre, quando avrà avvio l’Anno Santo, con l’apertura in Roma della Porta Santa nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Certo, per godere della grazia giubilare bisogna essere anzitutto battezzati, non scomunicati e in stato di grazia, ma soprattutto avere ‘cuore contrito’. È stato pubblicato il documento varato dalla Penitenzieria Apostolica in cui vengono dettagliatamente indicate tutte le condizioni affinché si possa ricevere la grazia dell’indulgenza plenaria nel corso dell’Anno Santo 2025. Tra le tantissime istruzioni, oltre ai pellegrinaggi nei luoghi Sacri e nelle principali Basiliche, Cattedrali e Chiese indicate dall’autorità ecclesiale, sono individuate anche le opere di misericordia e di penitenza quale mezzo per ottenere la grazia e, tra queste, c’è anche la riscoperta del “valore penitenziale del venerdì”. Infatti, il documento a firma del penitenziere maggiore, cardinale Angelo De Donatis e del reggente monsignor Krzysztof Nykiel, spiega: “L’Indulgenza plenaria giubilare potrà essere conseguita anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come l’anima del Giubileo, riscoprendo in particolare il valore penitenziale del venerdì: astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni (reali ma anche virtuali, indotte ad esempio dai media e dai social network) e da consumi superflui (per esempio digiunando o praticando l’astinenza secondo le norme generali della Chiesa e le specificazioni dei Vescovi)”. “Durante il Giubileo Ordinario del 2025 – si legge nel documento della Penitenzieria – resta in vigore ogni altra concessione di Indulgenza. Tutti i fedeli veramente pentiti, escludendo qualsiasi affetto al peccato e mossi da spirito di carità e che, nel corso dell’Anno Santo, purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione, pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, dal tesoro della Chiesa potranno conseguire pienissima Indulgenza, remissione e perdono dei loro peccati, da potersi applicare alle anime del Purgatorio in forma di suffragio”. La stessa indulgenza plenaria può essere conseguita, tra le altre cose, anche devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti dai vari Paesi; dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno. Allo stesso modo i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in solitudine, diversamente abili…), “quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr. Mt 25, 34-36) – si legge nel documento – e ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera. I fedeli, senza dubbio, potranno ripetere tali visite nel corso dell’Anno Santo, acquisendo in ciascuna di esse l’Indulgenza plenaria, anche quotidianamente”.
