Somministravano benzodiazepine a giovani per farle prostituire

Marina Mingarelli
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Somministravano benzodiazepine alle giovani per indurle a prostituirsi. Adesso sette persone, (tra queste sei stranieri) debbono rispondere di favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione, minacce, lesioni estorsione e ricettazione e somministrazione di farmaci psicotropici per alterare le prestazioni sessuali .

Nei giorni scorsi c’è stata la conclusione delle indagini, adesso i legali di fiducia Antonio Ceccani, Luigi Tozzi e Marco Maietta avranno venti giorni di tempo per presentare le loro memorie difensive. I fatti contestati vanno dal 2018 al 2023. Tutto è venuto fuori quando la donna che risiede a Veroli di origine romena insieme al suo connazionale, in concorso tra loro avevano somministrato delle benzodiazepine ad una ragazza che aveva deciso di uscire dal giro. In questo modo, pensavano di poterla gestire facendola ritornare sul marciapiede. Purtroppo il loro progetto era miseramente fallito. Ma quando due anni dopo l’uomo aveva incontrato la vittima, per costringerla a battere di nuovo il marciapiede, le aveva tagliato tutte le gomme dell’auto. Poi le aveva detto che avrebbe ingaggiato qualcuno per sfigurarla con l’acido. Ma le minacce non avevano sortito alcun effetto e la vittima aveva presentato una dettagliata denuncia. La coppia però non si era data per vinta. E nel febbraio dello scorso anno tramite la sua amica l’uomo era riuscito a somministrare alla vittima sostanze stupefacenti per renderla innocua e poterla sfigurare. A salvare gli agenti di polizia giudiziaria che erano riusciti ad arrivare in tempo ed a soccorrerla. Nel corso delle indagini è emerso che il romeno insieme ad altre persone gestiva il mercato della prostituzione sull’Asse attrezzato. Le lucciole versavano per l’affitto del posto dai 200 ai 250 euro a settimana. La donna residente a Patrica è accusata di aver fatto prostituire due ragazze all’interno di un camper. Ogni giorno entrambe dovevano versarle 90 euro per l’affitto. Mar.Ming.
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