Sora – Lo preparano per l’intervento e lo rimandano a casa, l’odissea di un 53enne

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Entra nella clinica ortopedica sabato per la pre ospedalizzazione finalizzata ad un intervento chirurgico di protesi all’anca. Ma lunedì mattina un cittadino di 53 anni di Sora, in attesa come da procedura di una valutazione da parte di equipe anestesiologica, depilato dagli infermieri, col catetere viscerale inserito ed il camice verde, riceve la comunicazione che lo gela e che precede il rientro a casa: “Lei non verrà operato, non in questa clinica“.

È una vicenda umanamente spiacevole quella capitata ad un uomo della città volsca, affetto da obesità, lo scorso fine settimana quando è stato ricoverato in una struttura specializzata abruzzese per eseguire un intervento di protesi all’anca. Aveva effettuato alcuni esami preventivi, fra i quali quello ortopedico e quello cardiologico – tutti con parere positivo- ma non la visita anestesiologica che, di fatto, è la più importante poiché valuta il rischio clinico per il paziente. Mancando, infatti, il parere positivo dell’anestesista l’intervento chirurgico non può essere eseguito. Ed è proprio quello che è successo al 53enne lunedì quando, vedendo gli infermieri all’opera, rasato per bene e vestito per la sala operatoria, non ha potuto fare altro che pensare che fosse arrivata finalmente l’ora di effettuare l’atteso intervento chirurgico. Diversamente infatti, perché rasarlo e mettere il catetere? Sono stati minuti a tratti imbarazzanti, a tratti nervosi quelli che hanno preceduto il rientro a casa dove attualmente l’uomo si trova a letto con dolori fortissimi e soprattutto in attesa che si liberi il primo posto utile in una qualsiasi struttura italiana: “Sono senza parole per quello che è successo, dopo due anni che attendevo questo intervento, ero ad un passo dalla sala operatoria quando mi hanno rimandato a casa. Ora sono in lista d’attesa a Milano ma non prima di due mesi. Ma non sapevano prima che non avrei potuto sottopormi ad un intervento chirurgico? Dopo che ho fatto tutti gli altri esami, analisi, radiografie, risonanze e tanto altro? Questo non è giusto, non è così che si trattano i malati“. Sono domande legittime alle quali abbiamo cercato di dare una risposta contattando la struttura. Secondo quanto ci è stato riferito sono state messe in atto tutte le procedure del caso. Il mancato intervento chirurgico è stata, di fatto, una decisione presa nell’esclusivo interesse del paziente. Trattandosi di un soggetto con obesità grave, l’équipe anestesiologica interna, dopo essersi confrontata, ha dato parere di criticità per l’intervento. Fatto che sono avvenuti in ambito preparatorio. Sempre secondo quanto riferiscono dalla struttura, nessuno aveva assicurato che ci sarebbe stato un intervento chirurgico lunedì mattina e certamente non senza il parere favorevole dell’anestesista. Ma l’uomo invece sostiene che tutto era pronto per l’operazione: “Ne è prova il fatto che mi avevano depilato e messo il catetere e l’ortopedico che mi aveva in cura era pronto per l’operazione. Invece mi viene detto di di tornare a casa, nemmeno mi trasferiscono in un’altra struttura più idonea, adatta a pazienti obesi. A questo punto invito i responsabili della struttura ad affiggere un cartello all’esterno con scritto ‘vietato l’ingresso ai pazienti obesi'”.
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