Latina – Fece fumare una canna ai sui allievi. Il tribunale: “ipotesi lieve di reato”. Maxi sconto di pena per l’insegnante

Cesidio Vano
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In primo grado era stata condannata a due anni e otto mesi. Ieri, i giudici d’appello di Roma hanno stabilito che il reato è ‘lieve’ e che – pur confermando la colpevolezza – la pena debba essere ridotta a soli 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa. Protagonista di questa vicenda è un’insegnate di Latina, A.N., che quattro anni fa (luglio 2020) offrì una canna ad alcuni suoi allievi dell’agenzia di Formazione provinciale, ente regionale nato per garantire ai giovani del Basso Lazio la formazione professionale. Dopo un tiro, una studentessa ebbe un malore e fu soccorsa dalla stessa insegnante. Il tutto avvenne nell’abitazione della professoressa, ad Aprilia, dove gli studenti si erano riuniti per prepararsi agli esami estivi.

La studentessa che si era sentita male racconto l’accaduto al suo tutor che segnalò il tutto ai vertici dell’agenzia e da lì partì una denuncia alla Procura della repubblica, che avviò le indagini. Secondo quanto ricostruito, una delle studentesse presenti voleva fumare una canna e aveva chiesto ai suo compagni se avessero qualcosa. Fu la professoressa, a qual punto, a tirare fuori una canna già confezionata e a darla alla ragazza. Così, gli studenti iniziarono a fumare e fece un tiro anche la giovane che subito dopo si sentì male. La stessa agli inquirenti ha riferito che fu la stessa insegnante a soccorrerla: “Mi ha tranquillizzata, mi ha messo un asciugamano bagnato dietro al collo e mi ha dato un bicchiere d’acqua. Poi mi sono ripresa”. Circostanze che anche gli altri studenti presenti avrebbero confermato, aggiungendo che fu sempre la professoressa ad invitare gli atri allievi e fare un tiro e che “la professoressa in alcune circostanze raccontava alla classe di far uso di sostanze stupefacenti e di aver anche fatto uso di cocaina”. Davanti a queste affermazioni, la prof era stata condannata in primo grado dal tribunale di Latina a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Il processo di appello però è stata una svolta per l’insegnante: pena confermata ma solo 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa, con sospensione condizionale della pena. Dovrà invece pagare, come stabilito in primo grado, 10mila euro di risarcimento alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Lazio, costituitasi parte civile, oltre alle spese legali. Per la Corte d’Appello di Roma, come tra l’altro chiesto dalla pubblica accusa, si è trattato di una “ipotesi lieve” di cessione di droga, da punire quindi con mano più leggera. Cesidio Vano
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