“Chi segue Gisella Cardia si autoesclude dalla Chiesa”. Il vescovo di Civita Castellana, Marco Salvi, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato il senso e le conseguenze della pronuncia della Curia in merito ai fatti di Trevignano Romano, dove avrebbero sanguinato alcune statuette della Madonna e dove la sedicente veggente Gisella Cardia afferma di ricevere apparizioni e messaggi dalle divinità e di compiere miracoli ‘gastronomici’. Per la Chiesa, al termine delle verifiche effettuate da una commissione, non c’è nulla di soprannaturale. Il vescovo ha anche vietato ai sacerdoti di partecipare ai momenti di preghiera che lì si compiono e pure ai fedeli di prendervi parte.
Lo scorso 3 maggio, come ogni 3 del mese, si è tenuto il raduno dei seguaci di Gisella, presso Campo delle Rose sul lago di Bracciano, a Trevignano. Al riguardo il prelato ha così commentato: “I decreti della Chiesa sono attuativi e, tramite un decreto, la Chiesa chiede a tutti i battezzati di seguire il loro Pastore: non so con precisione cosa è avvenuto ieri (il 3 maggio, nda) e non ho gli elementi di contesto, ma posso dire che non seguire un decreto significa mettersi autonomamente in un’altra sponda, autoescludersi dalla comunione della Chiesa”. Monsignor Marco Salvi è l’autorità ecclesiastica che, il 6 marzo scorso, ha sottoscritto il provvedimento che giudica inattendibile la sedicente veggente giudicando e gli eventi che si raccontano essere accaduti a Trevignano: dalle apparizioni della madonnina che avrebbe anche lacrimato sangue alle prodigiose moltiplicazioni di gnocchi, coniglio e pizza. Nel decreto firmato da Salvi si legge: “Avverto i fedeli circa l’obbligo disciplinare e spirituale derivante dal pronunciamento ecclesiale di astenersi dall’organizzare e/o partecipare ad incontri privati e/o pubblici (siano essi di preghiera e/o di catechesi) che diano per certa e indubitabile la verità sovrannaturale degli eventi di Trevignano o che siano atti a fare pressione sul vescovo diocesano per modificare le proprie legittime decisioni sugli eventi stessi». Il prelato spiega anche che, per quanti continuano a frequentare i riti della veggente, lei compresa non ci saranno provvedimenti successivi, rispetto al decreto. “Il decreto – spiega – monsignor Salvi è la pietra miliare, che contiene ciò che la Chiesa tramite la sua autorità ha stabilito. Chi non lo rispetta, come dicevo, si autoesclude. Il termine “scomunica” è improprio, la scomunica è un’altra cosa». Cesidio Vano
