(di Roberta Pugliesi) “Parenti serpenti“: la storia di una famiglia di Sora – costretta da anni a persecuzioni e minacce da parte di alcuni familiari di fede religiosa diversa che vivono di fronte la loro abitazione – finisce al centro di uno spettacolo teatrale.
È una storia finita insieme ad altre tristi vicende di stalking e violenza prima nel libro del giornalista e criminologo Antonio Russo “Stalking – storie di un crimine ordinario” e ora anche in uno spettacolo teatrale, che sta facendo tappa in molte città della regione e che il 19 maggio alle ore 16:00 andrà in scena proprio a Sora presso l’auditorium Cesare Baronio.
È un racconto interiore e filosofico del dramma vissuto da una madre e dalle sue giovani figlie, la storia di una famiglia di Sora da anni vittima di una gravissima vicenda giudiziaria ed umana che li vede costretti a patire atti persecutori, ingiurie, diffamazioni e molestie commessi da alcuni parenti che vivono accanto a loro. Segregati in casa, fotografati, registrati, disturbati con rumori insopportabili sono solo alcuni dei comportamenti perpetrati da questi parenti di fede religiosa diversa. Stalking, è il titolo dello spettacolo che porta in scena, per scelta del regista Filippo Bubbico e su ideazione di Francesca Brandi, un attore di sesso maschile che impersona il Male, che non ha sesso o identità ma che si insinua nell’animo di qualunque essere umano. Quattro le attrici: la stessa Francesca Brandi, Romina Bufano; Arianna Cigni ed Elena Emanuel. In scena anche altre storie vere di crimine ordinario che consentono di mettere in evidenza la drammaticità delle vicende, sensibilizzando la partecipazione emotiva degli spettatori e mostrando come l’isolamento finisca nel far chiudere in sé stessa la vittima, con un silenzio che cela la vergogna. Un progetto prodotto dalla Compagnia Teatrale La Quercia Incantata basato sul capolavoro saggistico del criminologo Antonio Russo. Partendo da un completo excursus storico, giuridico e criminologico il libro si rivela essere un vero e proprio manuale per il profiling e la prevenzione della fattispecie criminologica. Il cuore pulsante sono le testimonianze di donne, vittime e guerriere, che condividono le loro storie di figlie, mogli, compagne e madri, vissute all’ombra della violenza subita per mano di quell’uomo che aveva promesso di amarle e proteggerle.
